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Senti chi parla: ecco perché il centrodestra ha le ore contate

Conferenza stampa della Lega nella foto Matteo Salvini (ROMA - 2022-02-24, Stefano Carofei) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate
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Parte oggi da Roma, con una Convention, il ‘percorso di ascolto’ in tutto le regioni italiane voluto dal leader della Lega Matteo Salvini. Il Carroccio è alla prese con un fortissimo calo del consenso e Salvini spera di ritrovare una coesione interna al proprio partito, oltreché recuperare parte dell’elettorato perduto. Ma l’identità politica della Lega sembra al momento più che appannata e la coalizione di centrodestra non riesce a ritrovare unità.

La Convention leghista

L’ideologo e organizzatore del percorso è Armando Siri, fedelissimo di Salvini, rimasto sempre al fianco del leader, anche se ancora coinvolto nell’indagine per corruzione e finanziamento illecito che lo ha visto decadere da sottosegretario nel 2019, a pochi mesi della fine del Conte1. Oggi, insieme alla platea leghista e ai big del partito (fatta eccezione per Massimiliano Fedriga), si ritroveranno i manager delle principali società a partecipazione pubblica: Claudio Descalzi per Eni, Francesco Starace per Enel e Stefano Dunnarumma per Terna.  Insieme ai ministri leghisti, anche Cingolani e Gelmini, oltreché esponenti sindacali e di associazioni di categoria. Ricordiamo che al nome di Armando Siri è legata la battaglia della Lega per la flat tax, ma in parte anche le posizioni antiatlantiche ed antieuropeiste, oltreché le scelte critiche lo scorso autunno, quando Salvini si mostrava scettico con il governo per la linea rigorista in fase di pandemia.

Ma quello che al momento preoccupa di più i militanti e parlamentari leghisti sono i riflessi interni della linea in politica estera, con la contrarietà all’invio degli armamenti, ma soprattutto con le continue critiche rivolte alle azioni della Nato e degli Usa, che hanno destabilizzato più volte la maggioranza di governo. “E’ l’Italia che vogliamo” lo slogan della Convention, che si concluderà con un intervento del leader e che sembra a tutti gli effetti una risposta alla manifestazione di Giorgia Meloni di due settimane fa. Atteso l’intervento di Rudolph Giuliani, l’ex sindaco di New York, esponente della destra americana più intransigente.

La Lega e il centrodestra

Ieri in Sicilia, per il processo Open Arms, Matteo Salvini ha dichiarato che dopo aver individuato un candidato unitario per Palermo, il centrodestra deve procedere ad un riallineamento nazionale. “Per quel che mi riguarda, il 13 giugno ci si siede attorno a un tavolo per trovare una candidatura unitaria con una premessa, per la Sicilia decidono i siciliani. L’importante è che il centrodestra trovi una sola voce anche a livello nazionale. Noi stiamo lavorando anche in queste ore per approvare una manovra finanziaria che aiuti famiglie e imprese siciliane e poi a livello locale si sceglierà con chi continuare.” L’affermazione di Salvini indica chiaramente la volontà di non assecondare la richiesta di leadership arrivata da FdI (né all’interno della coalizione, né al governo del Paese), tant’è che un vero vertice di centrodestra non è stato ancora deciso. In attesa che Salvini intervenga oggi alla Convention della Lega, rimane chiara la posizione di Giorgia Meloni che ha più volte ribadito: “bisogna essere chiari su quale sia il futuro e se vogliamo fare o no governi con la sinistra”.

Unità perduta

Dall’appoggio al governo Draghi, passando per il Mattarella bis, la coalizione non ha più ritrovato unità, se non su scelte che appaiono al momento solo temporanee: dalla convergenza su Lagalla in Sicilia, senza però accogliere la richiesta di FdI di dare pieno appoggio alla candidatura di Musumeci, alla riforma del catasto e FdI si è più volte smarcata dalla Lega anche sui temi della Nato e dell’UE. Al momento, in mancanza di un chiarimento sulla legge elettorale, difficile comprendere quale saranno le vere posizioni a livello nazionale. Sicuramente Salvini ha bisogno di risalire la china dei sondaggi, per ambire davvero alla leadership del centrodestra e ritrovare credibilità politica, mentre la Meloni, al momento, gode della sua rendita di posizione da primo partito nei sondaggi.

@L_Argomento

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