Connect with us

Hi, what are you looking for?

In evidenza

Se ti odiano è tutta colpa del tuo orologio

Haters e invidia sociale nella vicenda del giovane Roman Pastore, 21 enne accusato di mostrare il suo orologio su Twitter

Se ti odiano è tutta colpa del tuo orologio
Tempo di lettura stimato 3 minuti

Se ti odiano è tutta colpa del tuo orologio
Livore, invidia sociale, haters. Un gruppo di bulli digitali trova in Rete la foto di uno studente che sta prendendo parte alla tre giorni di Scuola di politica di Matteo Renzi e lo prende di mira. Coperti dall’anonimato e dall’impunità della rete lo insultano, lo deridono. Ne fanno il capro espiatorio di un odio diffuso, incontrollabile e senza mèta.

Tutto nasce da un selfie, postato due giorni fa su Twitter, e da un vistoso orologio. A indossarlo in bella vista al polso è Roman Pastore, 21enne romano candidato alle elezioni municipali con Azione di Carlo Calenda, immortalandosi all’arrivo alla scuola politica di Matteo Renzi a Ponte di Legno. E proprio da lì, da quell’orologio, prende il via un gigantesco trending topic su Twitter: sotto l’hashtag #Rolex – la celebre marca con cui viene frettolosamente identificato l’oggetto – si accomulano decine e decine di sfottò.

L’ironia della rete gioca sul fatto che all’evento “Meritare l’Europa”, dove si discute anche di riformare il reddito di cittadinanza, ci sia chi presumibilmente – dato l’outfit curato, siamo nel regno delle generalizzazioni – non vive il tema in prima persona. Ma accanto allo shitstorm vero e proprio non manca qualche commento più articolato: “Il problema è che il ragazzo con il Rolex avrà una vita piena di occasioni, meritate o meno, mentre quello con il Reddito di cittadinanza dovrà faticare parecchio anche per le cose essenziali. Ma questo il ragazzo con il Rolex non può comprenderlo”. Baggianate, per chi ricorda che Che Guevara quando fu ucciso indossava due Rolex. Come Fidel Castro, che ne aveva sempre uno sull’ora di Mosca. Il popolo della Rete è sempre a caccia di vittime, e più sono vicine a Renzi, a Calenda, a Berlusconi, meglio è. La pancia ama la scomposizione, la bile chiama bile. Ed ecco “il figlio di papà che vuole abolire il reddito per i poveri”.

Fesserie, peraltro montate su una imprecisione: l’orologio in questione, rivela la vittima, non è neanche un Rolex. È un’altra marca, Audemars Piguet. E peraltro chi vuole abolire il rdc pensa a una misura alternativa che funzioni meglio, per i poveri. Ricordando che il 56% delle famiglie povere non percepisce il rdc. Ma a chi importa la verità? In questa vicenda, a nessuno. Contano i simboli, i simulacri. Conta ribadire che l’odio sociale è vivo e vegeto, e che mostrare in una foto un bell’orologio iscrive il malcapitato direttamente nella lista dei nemici giurati.

Degli avversari di classe. Il ragazzo studia e lavora, si scopre. È rimasto orfano di padre. Si appura che il padre prima di morire gli ha lasciato in eredità quell’orologio. Che ha dunque un valore particolare: parla dell’identità stessa di chi lo indossa, dei suoi affetti più cari. Carlo Calenda viene a sapere ed interviene, il giovane è candidato con lui a Roma. Consigliere in un Municipio. Lo difende con un tweet in cui dice le cose come stanno: i populisti usano l’olio di ricino. “Vergognatevi”. Interviene Teresa Bellanova, che era con il ragazzo a Ponte di Legno. Luigi Marattin, Italia Viva, la butta sull’analisi politica: “È ora di smetterla con la presa di distanza dai simboli del successo.

Si cerchi di arrivare a possedere un bell’orologio, non di intimorire chi ne possiede uno”. D’altronde la contesa è tutta lì: ambizione, successo, lavoro duro che producono soddisfazioni e magari qualche oggetto di lusso. Di contro l’assistenzialismo da accatto di chi vuole una società di lobotomizzati, sul divano con la speranza di incassare l’indennità, il reddito di cittadinanza, il bonus o la pensione di nonna, quando non tutto questo insieme. I dati Inps parlano chiaro: un milione di giovani italiani sono Neet, non studiano e non lavorano. Ciondolano da un muretto a un bar, dal letto al divano. E aspettano l’arrivo del reddito di cittadinanza quale unica soluzione per vivere, pardon: per vegetare.

A sera la vicenda è diventata materia di conversazione ovunque, viene data anche dai tg. E molti si rendono conto che i militonti dei partiti populisti e qualunquisti stavolta l’hanno fatta grossa. Virginia Raggi prova perfino a innestare la retromarcia: “Hai ragione, Calenda”, risponde al tweet dell’avversario. Ma la frittata è fatta, la Rete vede e gli screenshot fanno storia. Ora c’è da attendere che la magistratura faccia il suo corso, perché il cyber bullismo è già un reato perseguibile. Ma scusate, non è stata aperta una inchiesta? Si sa, quando si tratta di colpire certi lidi, la prontezza della giustizia non è mai troppo puntuale.

Forse qualche giudice avrebbe davvero bisogno di guardare più spesso l’orologio. È ora di far rispettare le leggi contro il cyber bullismo.
Se ti odiano è tutta colpa del tuo orologio

Shortlink: https://bit.ly/3h2vJiq

You May Also Like

In evidenza

L’ammiraglio, già capo di stato maggiore della Marina Militare dal 2013 al 2016: “Con Draghi l’Italia è rientrata in gioco soprattutto a livello diplomatico,...

In evidenza

L'esperta giurista a L'Argomento: “Col covid bisogna convivere, al ministro Bianchi va la nostra gratitudine: dietro le violenze a Milano c'è anche la scuola...

Politica

L'intervento dell'ex deputato cattolico Domenico Menorello, Osservatorio parlamentare “Vera lex?”

In evidenza

Il parlamentare centrista a L'Argomento: “Il kingmaker? C’è quello dell’altra volta che si offre volontario: Matteo Renzi. Il circo attorno al Cav evocato da...