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Sbarchi sestuplicati in Italia, Lamorgese si dimetta. Il j’accuse di Delmastro (FdI)

Intervista al responsabile Esteri di Fratelli d’Italia: “E’nota in tutto il mondo per essere il ministro che ha fatto diventare l’Italia la terra degli sballoni che vengono da noi a fare i rave party. Pd e M5s, due facce della stessa medaglia: ci porteranno al collasso. La resurrezione dei tamponi? FdI aspetta le scuse del mainstream”

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE POLITICO
Tempo di lettura stimato 4 minuti

“Il ministro Luciana Lamorgese è nota in tutto il mondo per essere il ministro che ha fatto diventare l’Italia la terra degli sballoni che vengono da noi a fare i rave party, senza controllo o contenimento sanitario. Va fatta dimettere subito”. Lo dice a L’Argomento Andrea Delmastro Delle Vedove, Deputato e responsabile Esteri di Fratelli d’Italia, oltre che Presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, che accusa la sinistra incarnata da Pd e M5s di consentire l’immigrazione di massa e legare le mani all’Italia rispetto ai respingimenti.

Una nave Msf con 558 a bordo va in queste ore verso il porto di Augusta. Perché chiedete le dimissioni del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese?

Perché siamo dinanzi ad un ministro cha ha digrignato i denti contro commercianti e imprenditori chiusi per decreto, mostrando loro il pugno di ferro, ma poi accoglie migranti che non credo siano tutti tamponati o con il green pass. E’ un ministro forte con i deboli e debole con i forti, assolutamente incapace e ha più che sestuplicato gli sbarchi rispetto a due anni fa. Lamorgese è nota in tutto il mondo per essere il ministro che ha fatto diventare l’Italia la terra degli sballoni che vengono da noi a fare i rave party, senza controllo o contenimento sanitario.

Sul tema l’Ue sceglie ancora di pagare Erdogan, ma senza una visone di insieme?

E’il frutto della politica immigrazionista foraggiata dal fronte di estrema sinistra costituito da Pd e M5s, due facce della stessa medaglia che ci porteranno al collasso. La Spagna effettua respingimenti di massa, ritenuti legittimi dalla Cedu, che nel giro di una settimana definisce illegittimi quelli italiani. Incuriosito, ho letto i due dispositivi e ho scoperto che la Cedu fa un ragionamento sui generis. Giacché la Spagna consente a chi si ritiene essere titolare del diritto di asilo politico e/o rifugiato di avanzare la domanda e processarla per il tramite delle Ambasciate e dei Consolati presenti in Africa, il sedicente profugo o presunto tale si mette su un barcone pur avendo un’alternativa legittima.

Quale?

Quella di avanzare la domanda nelle Ambasciate o nei Consolati, con la possibilità di venire in Europa in assoluta sicurezza. L’Italia non ha questa procedura, che è fattibile solo al confine. Al che ho avanzato una proposta di legge per chiedere che anche l’Italia consenta di avanzare e processare la domanda di rifugiato politico e profugo nelle sedi diplomatiche del continente africano. La risposta della sinistra in Commissione Esteri è stata che, in quel modo, io avallerei i respingimenti di massa. Certo, lo faccio anche per quello, ma per garantire al profugo di venire in Italia con assoluta sicurezza, senza consegnarsi alla mafia dei trafficanti.

Come uscire dall’impasse?

Questa sinistra usa i pochi veri profughi per consentire l’immigrazione di massa e legare le mani all’Italia rispetto ai respingimenti. Ciò è la spia, drammatica, di una sinistra ideologica e strumentale.

Veniamo all’Italia: aver imposto il tampone anche ai vaccinati rischia di minare la fiducia dei cittadini nella scienza?

Non nella scienza, ma certamente in questo governo. Lo abbiamo detto sin dall’inizio che il messaggio sostenuto dal migliore dei migliori, ovvero Draghi (“andare in un ristorante con il green pass è sicuro”), era un messaggio distorto, che induceva a definire il possessore di green pass persona quasi esente dal contrarre il vaccino. Da tempo sosteniamo la necessità di tamponare gli italiani, perché l’unico strumento sicuro per certificare la non contagiosità in quel momento di una data persona. Ora ci arriva anche il governo e noto una resurrezione dei tamponi, ma FdI si aspetta le scuse del mainstream.

Quando FdI chiede che al Colle vada un patriota si riferisce a Draghi?

FdI individua nel patriota innanzitutto un soggetto che abbia la consapevolezza del suo ruolo di arbitro e non di giocatore. In seconda istanza si riferisce ad una persona che abbia la voglia di proteggere il governo italiano da talune cancellerie europee, che già hanno agitato lo spettro dello spread, scomparso però oggi da tutte le notizie. Non dimentichiamo che con lo spread si disarcionò un governo legittimo nel 2011. Dal giorno dopo nessuno si chiese più quale fosse il livello del differenziale. Certo, Draghi ha lo standing per essere uno scudo dinanzi a certe operazioni poco chiare. Che poi lo voglia esercitare davvero, bisognerebbe chiederlo a lui.

Il Presidente dell’associazione italiana fonderie, Enrico Frigerio, ha detto che mai avrebbe preferito fermare le macchine, per il caro elettricità, piuttosto che continuare a produrre. Come mai è mancata una strategia europea?

Si tratta di un tema che coinvolge la geopolitica e la favola della transizione ecologica, i cui costi vengono pagati quasi esclusivamente dall’occidente, mentre coloro che inquinano il mondo si trovano altrove (Cina, India e Indocina). Penso che sia mancata una geopolitca strategica non solo dell’occidente, ma specificatamente dell’Europa e dell’Italia. Dinanzi a tale clamorosa mancanza di visione, la risposta del governo italiano è stata deficitaria perché il fondo per contrastare il caro bollette è evidentemente inadeguato. Non possiamo permetterci il dramma che chi non ha smesso di lavorare per via del Covid, smetta poi per il caro-bollette. Ma non è tutto, perché questa situazione ci induce ad una riflessione secolare nei confronti della Cina e del Mediterraneo.

Ovvero?

Da un lato c’è la nostra incapacità di gestire crisi primarie come quelle in Libia, dove Erdogan ha preso piede. Dall’altro osservo che quando Greta Thunberg rompe il suo mutismo selettivo e, sciaguratamente, decide di romperlo su un tema come l’ambiente i governanti seri le dicono “brava” per aver posto un problema vero e globale. Ma poi quando si scopre che l’80% dei fiumi e dei mari sono inquinati da Cina, India e Indocina, e solo lo 0,88% dall’Europa, la risposta mi chiedo se sia la plastic tax o voler fare gli interessi delle imprese. Mentre la destra, che coniuga difesa della produzione con tutela dell’ambiente, vorrebbe risolvere il problema alla radice, la sinistra ha scelto di flagellare di tasse le nostre aziende che fanno parte di un’Europa che inquina pochissimo. Per cui misure corrette, come la decarbonizzazione, devono essere fatte quando si ha già un’alternativa ma senza generare un ulteriore gap rispetto ai nostri concorrenti.

@L_Argomento

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