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Sanità privata, nuovo sciopero della Cimop: “Aiop non firma il contratto, così la professione muore”

Agitiamo la bandiera dello sciopero per non assistere passivamente alla distruzione di una professione. Questa la ragione per cui la CIMOP (Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata) sceglie la strada dello stato di agitazione dopo che la parte datoriale di AIOP non si è presentata all’appuntamento per la sottoscrizione del rinnovato Ccnl, che è stato sottoscritto nell’ormai lontano 7 ottobre 2020 da CIMOP e Aris, pur avendo partecipato attivamente alle trattative, intervenendo in modo determinante sulla definizione di molti istituti contrattuali. Inoltre oggi chiede di intervenire sul testo che lei stessa ha concordato, chiedendo riduzioni, abbattimenti e clausole di salvaguardia. Aiop vuole subordinare la sottoscrizione del ccnl dei medici alla revisione delle tariffe. Nessuno nega che una logica ci sia. Il fatto è che questa pregiudiziale avrebbero dovuto porla prima di arrivare alla fine dei lavori.

“Si tratta di un fatto gravissimo che non può rimanere senza risposta – osserva la dott.ssa Carmela De Rango, Segretario Nazionale della Cimop – Cosideriamo irricevibili le proposte di modifica del testo contrattuale da parte di AIOP e annunciamo lo stato di agitazione dei medici della Sanità privata che operano nelle strutture sanitarie associate AIOP. E’ noto ormai a tutti, lavoratori, parti datoriali e pubblica opinione, che siamo vittime di una discriminazione de facto. Mi chiedo come sia possibile annunciare una generica valorizzazione del contributo straordinario dei sanitari escludendo i professionisti della sanità privata da un rinnovo legittimo e fisiologico. Purtroppo la pandemia non ha mai fatto distinzione tra chi lavora nel pubblico e nel privato, ma l’unica vera differenza sta nel mancato riconoscimento del professionista rispetto alle mutate condizioni cliniche e psichiche, di vero stress dei lavoratori”.

E conclude: “Mi duole non poco togliere una o più giornate a quei pazienti che aspettano da noi assistenza e dedizione, ma siamo all’ultima curva di questa gara ad ostacoli che qualcuno sta conducendo senza esclusione di colpi. La CIMOP non può vedere calpestata una professione, assieme alle carni ed alle ossa di chi svolge con passione e dedizione la medesima funzione dei colleghi nel pubblico. Il contratto non è dunque solo materia economica, ma direttamente proporzionale alla nostra dignità. E’ necessario prevedere per il personale medico dipendente del privato accordi contrattuali omogenei all’interno del SSN, pubblico e privato, garantendo una adeguata dotazione qualitativa e quantitativa degli organici, un trattamento retributivo equiparato al settore pubblico, l’equiparazione dei titoli di carriera pubblico privato. Voglio ricordare il grande contributo apportato al Servizio Pubblico dai medici della sanità privata in questi due anni di pandemia sia presso i centri vaccinali, sia nelle terapie intensive che nelle corsie dei reparti covid”.

@L_Argomento

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