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Politica

Risiko Conte: tra armi all’Ucraina e leadership di domani si rischia l’impasse

Continuano a tenere banco le dichiarazioni politiche che vedono protagonista il capo politico dei 5S, Giuseppe Conte. Ultima in ordine cronologico la richiesta, fatta al Presidente del Consiglio Mario Draghi ed al Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, di andare in Parlamento e riferire sui termini dell’invio delle armi all’Ucraina. Sullo sfondo la figura, pesante ma attraente, del prof. Alessandro Orsini e la questione leadership del movimento che non è ancora chiusa.

Armi ‘difensive’

Dopo aver fatto ostruzionismo in parlamento sugli aiuti militari all’Ucraina, dopo i distinguo sulla funzione della Nato, dopo aver ‘tentennato’ sulle figure di Vladimir Putin e su quella di Marine Le Pen, Conte è tornato a chiedere un chiarimento “sull’indirizzo politico che l’Italia porta nei tavoli internazionali”. Il leader del Movimento 5 Stelle ieri sera, durante un’intervista a Piazza Pulita, ha provato a chiarire il suo pensiero. Alla domanda rivoltagli in merito a cosa pensi il M5S riguardo la necessità di supportare gli ucraini in una controffensiva (utilizzando armi pesanti), ha così dichiarato: “Non si difendono le proprie terre a mani nude”, aggiungendo però “Mi interessa che la tipologia di arma e i nostri aiuti, condividendo indirizzo politico con Zelensky, siano per difendere la propria integrità. Noi vogliamo un’escalation diplomatica non militare”.

Copasir e lista delle armi secretata

L’aver parlato di armi a solo scopo difensivo ha aperto le porte alle critiche, ma anche ai chiarimenti che sono arrivati questa mattina, per bocca del sottosegretario alla difesa Giorgio Mulé che, in un’intervista a Metropolis, ha ricordato come le armi siano intrinsecamente tali ed è difficile definirle difensive od offensive, precisando come lo stesso M5S abbia votato in Parlamento il decreto che prevede l’invio di mezzi letali (materiali ed equipaggiamento) e non letali. La critica rivolta al Ministro della Difesa Lorenzo Guerini per aver secretato la lista degli armamenti che l’Italia ha deciso di inviare all’Ucraina, appare dunque priva di fondamento. Lo stesso ministro, infatti, riferendo al Copasir ha de facto informato tutte le forze politiche, fermo restando che alcune attività del comitato rispondono alle logiche della ragion di Stato e dunque vengono naturalmente secretate.

Art.5 del Patto Atlantico e Art. 51 della Carta ONU

Da un lato, dunque, c’è l’art. 5 del patto fondativo della Nato, che richiama ogni paese membro dell’alleanza a dare sostegno militare agli altri membri, in caso di aggressione; inoltre l’Art 51 della Carta ONU riconosce il diritto alla legittima difesa. Lo stesso Mulé ha quindi concluso che l’Italia si sta muovendo assolutamente all’interno delle prerogative internazionali e di rispetto delle alleanze, supportando la difesa di uno Stato e di un popolo aggrediti. Sembrano, dunque, pretestuose (ma pur tuttavia politicamente orientate) le argomentazioni di Conte sulla natura della legittima difesa o sulla maggiore o minore offensività delle armi inviate.

Radicalizzazione del movimento

Quello che davvero rileva è la radicalizzazione delle posizioni: il leader pentastellato sta cercando, non più velatamente, di recuperare consenso tra gli anti-occidentali, forte anche della sponda che gli offre buona parte dei suoi parlamentari. Tuttavia stare al governo e porsi ripetutamente in opposizione, potrebbe già nel breve periodo provocare il definitivo corto circuito (coinvolgendo il PD, alleato alle elezioni amministrative). La suggestione, anche se più volte smentita, per le idee e teorie del prof. Alessandro Orsini, alimenta ulteriormente il fuoco sotto la cenere e ci ricorda come Rocco Casalino, fidato braccio destro, sia pur sempre il teorico del “tv, pop, temi divisivi uguale voti”: un Conte che sta scegliendo di ripiegarsi sui temi del pacifismo, diventando meno europeista e più antiatlantico. Lo stesso che, intervistato da Lilli Gruber ad OttoeMezzo, non sapeva scegliere tra Macron e Le Pen.

Nel frattempo, i sondaggi danno il M5S al suo minimo storico (12,7%) e il 27 aprile, lo statuto è stato pubblicato nella sezione “Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici” della Gazzetta Ufficiale, atto che ne certifica a tutti gli effetti lo status di partito.

@L_Argomento

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