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Relazioni umane e tecnologia, perché siamo ad un punto morto

SMARTPHONE

Viviamo immersi in un’epoca in cui il valore primario è la velocità, ed è per questo motivo che siamo più esposti a dimenticare e non dare giusto valore alle relazioni. Il dating on line è uno dei fenomeni che rende più manifesta questa sorta di deriva relazionale.

Velocità e fragilità dei legami

Le evoluzioni della società moderna, soprattutto a livello tecnologico, hanno modificato indubbiamente i nostri ritmi di vita. La nostra cultura apprezza e promuove la velocità: l’ansia di andare veloci, di essere al passo con i tempi, di essere informati su quanto accade intorno a noi. La velocità è vista come un valore in sé, dove chi rallenta potrebbe diventare un’interferenza, un disturbo. Il cervello si abitua alla velocità, e la lentezza produce ansia. Il punto di caduta è relazionale: non abbiamo più tempo da dedicare agli altri, tra un telefono che squilla, un sms che richiama la nostra attenzione e, sottoposti ad un continuo ritmo frenetico, non abbiamo più pazienza di aspettare e non abbiamo più pazienza nelle relazioni.

Il paradosso è che i legami sociali sono più numerosi e più facili da stabilire, ma sono anche più fragili ed effimeri perché nella comunicazione mediata da smartphone e social network, i contatti virtuali non fanno che alimentare il senso di solitudine. E’ l’idea di società liquida più volte raccontata da Zygmunt Bauman: “Anche il tempo è liquido, come la società. Si può mantenere la prossimità fisica ma non quella spirituale.”

Il dating on line

Basta pensare alla crescita del fenomeno del dating online, anche in Italia, per comprendere come la tecnologia abbia demolito le vecchia fondamenta delle relazioni e che l’iper utilizzo degli smartphone e dei social ci stiano allontanando dalla costruzione di relazioni solide e durature. I dati di alcuni analisi (come questa di Sara Marazza) sul fenomeno ci indicano che tra la popolazione di Tinder sempre più numerosa e Grindr che si appresta a essere quotato in borsa, non c’è dubbio che incontrarsi sulle dating app stia diventando una nuova e radicata abitudine in Italia. Il 67,4% degli intervistati (sondaggio di time2play.com) ancora non usa app per incontri e il 43,5% preferisce ancora conoscere persone nuove dal vivo, tuttavia il 40,1% sostiene che è più facile conoscersi online che dal vivo. Tra chi utilizza il dating, interessante che: il 67.4% di chi usa dating app è iscritto a Tinder, il 34,8% degli intervistati utilizza più di una app al tempo stesso​, il 7.7% delle donne e l’8% degli uomini sulle dating app sono sposati, il 28% delle donne e il 36.9% degli uomini sulle dating app sono fidanzati.

L’elogio della lentezza

La conclusione è che in un tempo veloce, siamo probabilmente incapaci di darci lo spazio per vivere relazioni profonde. In tempo di social ed app di incontri, strutturare un nuovo tempo per vivere legami meno virtuali e più reali diventa sempre più difficile: il rischio più grande è quello di avere tanti amici virtuali, fare tante conversazioni sui social, e poi avere la sensazione di vivere il deserto dentro e fuori di sé. Questo è vero per gli adulti, tanto più per ragazzi ed adolescenti che soffrono la mancanza di contatto diretto con l’altro e rischiano ansie e depressioni eccessive. Dovremmo dunque cercare di regolare gli utilizzi della tecnologia, dai social agli smartphone, ricordando Milan Kundera che nel suo libro “La lentezza” diceva: “La velocità è la forma di estasi che la rivoluzione tecnologica ha regalato all’uomo”, a discapito della lentezza che gli permette invece di fortificare la memoria e l’esperienza.

@L_Argomento

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