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Referendum senza Spid, chi paga per le firme no-vax?

L’Argomento svela quale trappola si nasconde dietro al quesito no vax

Referendum e Green Pass col trucco

Referendum e Green Pass col trucco

Ma veramente è così facile adesso raccogliere le firme on line per qualsivoglia quesito referendario?

Molti si chiedono ma perché i promotori del referendum per abrogare la legge sul “green pass” –presentato addirittura prima che venga promulgata in Gazzetta Ufficiale per potersi accodare a tutti i referendum la cui raccolta scadrà a fine settembre e il cui voto, se dichiarati ammissibili dalla Consulta, sarà fissato nella prossima primavera – non usano lo “spid” della pubblica amministrazione e recalcitrano a fornire le cifre di chi ha firmato?

L’arcano secondo Marco Perduca, promotore del referendum sulla parziale legalizzazione della coltivazione a uso domestico della cannabis e sulla depenalizzazione anche amministrativa di alcune mirate sanzioni, potrebbe essere questo: “ almeno fino a gennaio usare lo spid per raccogliere le adesioni ha un costo di circa 0,90 centesimi di euro a firma e noi, in attesa che ci sia la piattaforma gratuita del governo che il ministro Colao ci ha garantito, abbiamo chiesto di potere anticipare la raccolta a spese nostre e il costo viene coperto per ogni firma dal comitato organizzatore”.

Loro invece, quelli del “no green pass” che a parole e nei titoli dei giornali hanno già conquistato la ribalta , come fanno? “Semplice . dice Perduca – di fatto mettono i costi a spese di chi firma chiedendogli di stampare carta, di mandare moduli e fotocopie di documenti per mail o per fax e senza la certezza che in quella maniera la raccolta possa essere validata nei passaggi successivi. Inoltre ci sarà da ridere quando dovranno chiedere i certificati elettorali di ogni singolo firmatario.”
Una raccolta firme sul c… dei firmatari come avrebbe detto il noto Ricucci? “Non proprio, ma certo il problema esiste.

I calcoli sui costi sono questi: per la firma elettronica qualificata con autenticazione SPID ci vogliono 0.40 per la autenticazione, più 0.20 per il certificato qualificato, più 0.20 per la gestione del documento firmato, incluso invio PEC per certificato elettorale e infine più 0.5 euro per la marca temporale qualificata.

Se questi costi non li anticipa il comitato promotore fatalmente potrebbero ricadere sulle spalle del firmatario. E io mi domando come mai il comitato contro il “green pass” – vista la pubblicità ottenuta sui media negli ultimi tre giorni – non comunichi come facciamo noi giorno per giorno il numero delle firme raccolte..”
Referendum e Green Pass col trucco

Shortlink:  https://bit.ly/3zzp1qq

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