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Protocolli gender, le associazioni non ci stanno

Scuola, carriera alias, Non si tocca la famiglia e Citizengo: manifestazione dei genitori davanti al Miur, perché sono stati approvati nelle scuole protocolli gender illeciti e pericolosi. Le due associazioni hanno organizzato un sit-in di protesta davanti al MIUR il 26 maggio alle ore 15:00 per richiedere che il Ministro risponda, tramite provvedimento, ai numerosissimi casi di abuso normativo determinati dall’approvazione della Carriera Alias.

“Inascoltate le segnalazioni giunte al ministero dell’Istruzione da parte delle Associazioni dei genitori” afferma Giusy D’amico, presidente dell’associazione Non si tocca la famiglia. “Oltre 20.000 firme consegnate a marzo al Ministro, con cui i genitori hanno detto ‘no’ ad un protocollo non autorizzato, non richiesto e che sta passando nelle scuole, all’insaputa delle famiglie italiane. Cambiare il nome di battesimo a bambini e ragazzi transgender sui registri di classe significa creare un profilo burocratico fittizio, e né il Dirigente Scolastico o, il Consiglio d’istituto, hanno il potere di anticipare provvedimenti giudiziari che la Legge attribuisce esclusivamente al Giudice ordinario. Non si possono affrontare con leggerezza temi così importanti e non si può violare il patto di corresponsabilità educativa con le famiglie” conclude D’amico.

“Un provvedimento illegale, ideologico e pericoloso che invece di rafforzare l’identità dei ragazzi, la indebolisce ” afferma Matteo Fraioli, Direttore di CitizenGO Italia. “L’introduzione della carriera alias sulla base del principio di “fluidità del genere” – concetto fortemente discutibile e antiscientifico – può generare un disastro educativo nei confronti di tutto il corpo scolastico, inducendo i ragazzi e bambini più fragili ad aumentare un’incertezza identitaria. Troppi gli esempi nazionali ed internazionali di ragazzi distrutti dalla falsa idea che si possa essere identificati in un altro genere sessuale o addirittura in nessuno. Le famiglie preoccupate attendono ancora una risposta dal Ministro Bianchi, che non sembra affatto avere a cuore la loro opinione in merito all’educazione dei loro figli” conclude Fraioli.

Nel caso in cui le istanze delle famiglie non saranno prese in considerazione, aggiungono, promettono al Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi di mobilitare una massiccia manifestazione nel mese di settembre. “La scuola deve accogliere tutti ma nei margini della legalità e senza imposizioni ideologiche di vario segno”. (FP)

@L_Argomento

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