Pronto? Qui, Brigate Rosse!

Pronto? Qui, Brigate Rosse!

Assicurati alla giustizia i responsabili degli anni di piombo

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Pronto? Qui, Brigate Rosse!
La notizia è clamorosa. Rientrano in Italia gli ex brigatisti arrestati in Francia e questa mattina aspettano di essere estradati.

Tra gli arrestati ci sono componenti delle Brigate Rosse. Tre sono in fuga. L’operazione è stata condotta dall’Antiterrorismo della Polizia francese e la Criminalpol.

L’Italia e la Francia cooperano comprendendo il bisogno di giustizia delle vittime. Con questo arresto finisce quell’ossessione rivoluzionaria che ha segnato circa quarant’anni della nostra storia. Erano anni di buio, di piombo, violenza e sangue.

Li immaginiamo adesso scendere dalla scaletta dell’aereo questi brigatisti: ancora con le loro giacche di velluto a coste, i pantaloni di fustagno, gli occhiali a goccia, la borsa di Tolfa. Chissà se saranno ancora infarciti di prosopopea monotona e ossessiva, se con un sorrisetto rivendicheranno la loro macabra retorica di lotta armata.

Aggredivano a volto coperto colpendo a tradimento con pistole, mitra (il terrorismo rosso) e con bombe nelle piazze e sui treni (il terrorismo nero).

E poi volantini, proclami ricolmi di delirante arroganza e che oggi non possono essere più capiti, assolti, dimenticati o contestualizzati. All’epoca troppa intellettualità minimizzò. Condannati alla solitudine e all’odio mascherato da “pensiero rivoluzionario”, oggi sono stati consegnati e assicurati alla giustizia.

La Ministra Cartabia parla di “decisione storica”. Quello squallido sogno di impotenza; uomini e donne diventati per ideologia dei robot di morte: sceglievano come loro vittime persone che lavoravano in divisa o quadri di impresa, economisti, docenti, avvocati, giornalisti.

La loro clandestinità, il disporre di basi sicure, la complicità di chi forniva armi, abitazioni e coperture sembra finalmente finita.

La giustizia faccia adesso il suo corso nel rispetto delle vittime.
Pronto? Qui, Brigate Rosse!

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