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Politica

Primi sopraccigli alzati sulla realpolitik del Papa

Pierluigi Battista e Paolo Flores d’Arcais sollevano dubbi sulle parole del Papa verso Putin, molto concilianti, e invece severe contro la Nato

Pierluigi BATTISTA

“Fermatevi” è l’appello che Papa Francesco ripete in ogni suo messaggio sulla guerra Russia-Ucraina. Un appello che per ora rimane inascoltato, l’appello alla pace che Bergoglio vorrebbe riportare di persona direttamente a Putin. Le parole del Papa hanno destato perplessità tra alcuni commentatori, ma un’intervista rilasciata da Aleksandr Dugin a Qn, sembra lasciare poco spazio al dialogo.

L’intervista di Bergoglio  al Corriere della Sera

Papa Francesco, parlando con Luciano Fontana ricorda come dal 24 febbraio scorso abbia sempre fatto appello alla pace e cercato di promuovere il cessate il fuoco. E quelle di Bergoglio sono le parole della speranza e della fede: “Ho chiesto che mi spiegassero, gli ho detto ‘per favore fermatevi’ ”, ricordando il colloquio avuto con l’ambasciatore russo, immediatamente dopo l’inizio della guerra. Dalle parole del Papa trapela rammarico, per non essere stato ascoltato e per non essere riuscito a fare breccia in terra russa, per ottenere un incontro con Putin. La spinta morale che sente il Papa è, infatti, questa: incontrare per primo Putin e non Zelensky. Ma Bergoglio non si è sottratto dal ricordare come, da sempre, si era mostrato preoccupato dei tanti scenari di guerra sparsi per il mondo (dalla Siria allo Yemen, dal Ruanda all’Iraq) e di cui ora il conflitto che dal Donbass si sta allargando all’intera Ucraina potrebbe fare da definitivo detonatore. Dubbi ha sollevato sulla gestione Nato, riaffermando la propria netta contrarietà agli armamenti. Papa Francesco ha evidenziato come, anche, con la Chiesa ortodossa russa (e con il patriarca Kirill)  abbia trovato la porta chiusa, rimarcando un’allineamento politico che confligge con il linguaggio pastorale della Chiesa di Roma. E in conclusione ha affermato “Io sono pessimista, ma dobbiamo fare ogni gesto possibile perché la guerra si fermi”, chiedendo di non smettere mai di “indagare la realtà e di raccontarla”.

“L’abbaiare della Nato alla porta della Russia”

Pierluigi Battista, su Formiche, solleva perplessità sulle parole poche incisive che Papa Francesco avrebbe rivolto a Putin e al patriarca Kirill, ponendo invece più l’accento sulle azioni della Nato ai confini ucraini che potrebbero aver allertato ed in qualche modo assecondato la scelta di aggressione da parte di Putin. Papa Francesco ha, infatti, utilizzato l’espressione “l’abbaiare della Nato alla porta della Russia”. Lo stesso Battista, però, riflette su come la scelta espressiva possa, vista la realtà dei fatti, essere propedeutica ad ottenere una maggiore attenzione da Putin, per ottenere l’incontro che Bergoglio sta tanto richiedendo. La stessa espressione ha fatto, invece, dire a Paolo Flores d’Arcais, in un intervista all’Huffington, che: “Anche il Papa cade nella propaganda di Putin. C’è pace solo nella resistenza ucraina.” In maniera più netta, quindi, Flores d’Arcais solleva dubbi sull’opportunità della stessa scelta di Bergoglio di chiedere in maniera ripetuta un incontro con Putin.

“La civiltà dell’Anticristo”

Di ben altro tenore, la reazione espressa alle parole del Papa da Aleksandr Dugin, in un’intervista a Qn, ribattuta da alcune agenzie questa mattina. Dugin, considerato l’ideologo, o almeno l’ispiratore di Vladimir Putin, ha affermato: “nel moderno Occidente anticristiano, l’influenza del Papa è minima, ridotta a una funzione umanitaria insignificante e non influente. Non importa per noi cosa pensa Papa Francesco delle guerre ‘giuste’ e ‘ingiuste’. E il suo appello a cercare un accordo in caso di conflitto vitale tra la civiltà russa e quella che ai nostri occhi è la civiltà dell’Anticristo, senza comprendere particolarmente la nostra posizione non ha molto peso per noi.” E in conclusione, a proposito delle attività Nato e del rischio di uno ‘sconfinamento’ (da Polonia o Romania) in territorio ucraino: ”Questo sarebbe l’inizio della Terza Guerra Mondiale. Ma ora tutto dipende non dalla Russia, ma dall’Occidente“.

@L_Argomento

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