Primi 25 miliardi arrivati. Ecco dove andranno

Primi 25 miliardi arrivati. Ecco dove andranno

La prima tranche del Recovery Plan è stata ricevuta dal Ministero del tesoro, priorità edilizia scolastica

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Primi 25 miliardi arrivati. Ecco dove andranno
Ci siamo. Arrivano i soldi e si può partire. Scuole più sicure e nuovi asili nido, ospedali piu’ tecnologici e digitali, case ‘green’, ma anche spinta sull’alta velocita’ e nuove assunzioni per velocizzare la giustizia.

Parte da progetti come questi la realizzazione dell’Italia del domani immaginata con le riforme del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il primo bonifico da 25 miliardi e’ infatti nelle casse italiane e ora puo’ iniziare la messa a terra dei primi progetti per cui sono previste spese gia’ nel 2021. In mattinata la Commissione europea ha versato 24,9 miliardi all’Italia, come anticipo del 13% sui 191,5 miliardi dell’ammontare totale del Recovery per il Paese, fino al 2026. I 24,9 miliardi sono composti per 8,957 mld da aiuti a fondo perduto (pari al 13% dei 68,9mld di sovvenzioni previste) e 15,937mld di prestiti (il 13% di 122,6mld). I pagamenti del rimanente 87% affluiranno in base al completamento dei target fissati.

La sfida, ora, come ripetuto a piu’ riprese dal governo, sarà quella di spendere tutto e spendere bene, attuando tutte le parti del piano nel pieno rispetto del cronoprogramma, pena la sospensione dei fondi. Sono numerosi e di varia natura gli interventi che costituiranno il primo banco di prova del Pnrr italiano, che per la maggior parte dei progetti prevede finanziamenti tra i 10 milioni e 1 miliardo, mentre solo due voci – sulle 151 del Pnrr – superano i 10 miliardi, il Superbonus e l’alta velocita’ ferroviaria.

Proprio alle linee ferroviarie ad alta velocita’ sono destinati complessivamente 8,57 miliardi, di cui 1,4 per il 2020-21, all’interno di un campitolo piu’ ampio di investimenti in infrastrutture, che assorbe 39,7 miliardi complessivi al 2026.

Guardando agli interventi con spese previste gia’ per il 2021, in materia di ‘digitalizzazione’, si va dagli 1,84 miliardi di Transizione 4.0 ai 402 milioni per rafforzare l’ufficio del processo e accompagnare la riforma della giustizia, fino ai 170 milioni per la cybersecurity. Per l’efficienza energetica si va dagli 1,1 miliardi per Ecobonus e Sismabonus ai 205 milioni per il rischio di alluvione e dissesto idrogeologico.

Numerosi i progetti legati all’alta velocita’ ferroviaria, oltre al potenziamento dei nodi metropolitani e l’elettrificazione della rete al Sud. Spese previste nel 2021 anche per i servizi di istruzione, dai 300 milioni per il Piano (da complessivi 3,9 miliardi) di messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica ai primi 100 milioni del piano asili nido, fino ai 60 milioni per il potenziamento delle infrastrutture per lo sport a scuola (lo sport nel Pnrr ricevera’ complessivamente un miliardo, tra nuovi impianti sportivi e palestre nelle scuole e ammodernamento di strutture sportive e parchi cittadini).

Tra gli interventi per le politiche del lavoro, si spazia dai 220 milioni previsti quest’anno per il sistema duale ai 25 per la creazione di imprese femminili. Infine per la digitalizzazione del sistema sanitario, si parte con risorse importanti, dai 624 milioni per l’ammodernamento tecnologico degli ospedali ai 302 milioni destinati al rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica e degli strumenti per la raccolta, elaborazione e analisi dei dati.

Primi 25 miliardi arrivati. Ecco dove andranno

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