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Economia

Premi: al Serafico il “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis”

La ministra della disabilità conclude la cerimonia “Per un’economia della fraternità”

Premi: al Serafico il "Francesco d'Assisi e Carlo Acutis"

Premi: al Serafico il “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis”
Consegnato ieri all’Istituto Serafico di Assisi, a 150 anni dalla sua fondazione, il Premio internazionale ‘Francesco d’Assisi e Carlo Acutis, per un’economia della fraternità’. Istituto, che si prende cura di bambini e adulti con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali, visto come modello di cura ma anche economico.

Al ministro per le Disabilità, Erika Stefani, sono state affidate le conclusioni dell’iniziativa organizzata dalla diocesi di Assisi nella Chiesa di Santa Maria Maggiore-Santuario della Spogliazione (trasmessa anche online) che si è aperta con un momento di riflessione, moderato dalla direttrice Rai radio 1 e Grr Simona Sala, sul tema “Un’economia della fraternità nel post pandemia”.

Al centro, una riflessione su una nuova economia per costruire una societa’ piu’ giusta, come è stato ricordato all’inizio, visto che il Premio, alla sua prima edizione, nasce per promuovere esempi concreti di economia dal basso, come riscatto delle persone piu’ disagiate e messe in difficoltà dai modelli economici dominanti. Di una “economia della cura e della pace che vince davvero” ha parlato il sindaco di Assisi, Stefania Proietti, che durante i saluti iniziali ha evidenziato il “grande privilegio” di condividere un percorso umano con il Serafico.

L’economista suor Alessandra Smerilli, anche prima donna consigliera di Stato della Città del Vaticano, ha sottolineato che “il problema non è il mercato, ma sono le regole” per poi aggiungere: “Economia, mercato e imprese sono una cosa bella ma la pandemia ha fatto emergere tutto quello che non funziona”.

“Se un mercato è animato da buone intenzioni – ha poi detto – questo è quel luogo dove ognuno può far fronte ai propri bisogni e può essere l’alternativa alla guerra per l’incontro dei popoli”. L’imprenditore Brunello Cucinelli (il foulard consegnato all’Istituto Serafico è stato realizzato dalla sua azienda) ha sottolineato come l’imprenditoria debba puntare ad “un nuovo umanesimo” e ha auspicato “un nuovo contratto sociale con il Creato”.

L’Istituto Serafico – è stato poi evidenziato – si prende cura di 175 persone tutti i giorni, con una grande esperienza di cura e di ricerca ma anche di economia.

La realta’ è infatti finanziata dal pubblico al 70% ma anche da una solidarietà che arriva da fondi privati che permettono tutta una serie di altre attività.

“Il modello economico segue quello del prendersi cura” ha commentato la presidente del Serafico Francesca Di Maolo per poi aggiungere: “Quello che facciamo è all’interno della relazione con la persona. Prendersi cura dei fragili prima di essere un atto di carità è l’assorbimento di un diritto fondamentale, quello alla vita e alla salute”. A consegnare il Premio alla presidente Di Maolo è stato il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino: “Il Premio al Serafico spiega perfettamente quello che noi intendiamo per economia della fraternità, economia fraterna dal basso alimentata dal carisma”. “Se non mettiamo gli ultimi al primo posto una nuova economia non può nascere” ha inoltre spiegato il vescovo Sorrentino ricordando che il Premio nasce attraverso questo segno, “per scatenare un processo di conversione dell’economia”.

Iniziativa che, ha infine spiegato monsignor Sorrentino, “non è un evento celebrativo ma generativo”. È stato infatti annunciato che dalla seconda edizione in poi sarà creato un bando per cercare progetti in ogni parte del mondo “per conoscere esperienze di ogni genere, studiarle e generare così un circolo virtuoso”. “E vogliamo farlo – ha concluso – proprio partendo da un luogo simbolico, il santuario dove San Francesco si è spogliato dei suoi vestiti”.
Premi: al Serafico il “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis”

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