Povertà assoluta a record 15 anni: nel 2020 tocca oltre 2 mln di famiglie

Povertà assoluta a record 15 anni: nel 2020 tocca oltre 2 mln di famiglie

Il coronavirus presenta il conto alle famiglie italiane.

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Povertà assoluta a record 15 anni: nel 2020 tocca oltre 2 mln di famiglie
Ed è un conto salato. Se gli effetti immediati dello scoppio della pandemia erano già evidenti, arrivano ora i dati a inquadrare le condizioni del Belpaese.

Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel 2020 in Italia sono oltre 2 milioni le famiglie in condizioni di povertà assoluta e 5,6 milioni di individui. Si tratta del 7,7% del totale, una percentuale in forte aumento rispetto al 6,4% del 2019.

Tradotto in cifre, si tratta di 335 mila famiglie povere in più. Nell’anno della pandemia si azzerano così i miglioramenti registrati nel 2019.

Dopo quattro anni consecutivi di aumento, infatti, si erano infatti ridotti in misura significativa il numero e la quota di famiglie in povertà assoluta, pur rimanendo su valori molto superiori a quelli precedenti la crisi avviatasi nel 2008, quando l’incidenza della povertà assoluta familiare era inferiore al 4% e quella individuale era intorno al 3%.

La povertà assoluta raggiunge di conseguenza i valori più elevati dal 2005, ossia da quando è disponibile la serie storica per questo indicatore.

L’aumento della povertà assoluta si inquadra nel contesto di un calo record della spesa per consumi delle famiglie.

Sempre secondo l’istituto di statistica, infatti, nel 2020 la spesa media mensile torna ai livelli del 2000.

Si stima in media una spesa di 2.328 euro a famiglia, il 9,1% in meno rispetto al 2019. Rimangono stabili solo le spese alimentari e quelle per l’abitazione mentre diminuiscono drasticamente quelle per tutti gli altri beni e servizi (-19,2%).

E’ il Nord Italia a essere più colpito dall’incidenza della povertà assoluta e riguarda 218mila famiglie (il 7,6% dal 5,8% del 2019), per un totale di 720mila individui. Peggiorano anche le altre ripartizioni ma in misura meno consistente.

Il Mezzogiorno resta l’area dove la povertà assoluta è più elevata: coinvolge il 9,3% delle famiglie contro il 5,5% del Centro.

La povertà assoluta cresce infine soprattutto tra le famiglie con persona di riferimento occupata (7,3% dal 5,5% del 2019). Tra queste, oltre la metà ha come persona di riferimento un operaio o assimilato (l’incidenza passa dal 10,2 al 13,3%), oltre un quinto un lavoratore in proprio (dal 5,2% al 7,6%).

Non si fa attendere la preoccupazione delle associazioni dei consumatori: “I numeri sono peggiori delle aspettative, e dimostrano come l’emergenza sanitaria abbia influito sulle tasche delle famiglie impoverendo una consistente fetta di popolazione”, commenta il Codacons.

L’Unione Nazionale Consumatori denuncia: “Dati vergognosi! Si tratta di un record storico” e incalza: “Questi dati non degni di un Paese civile dimostrano che reddito di cittadinanza, reddito di emergenza e bonus vari non sono serviti quasi a nulla, essendo stati dati male, a pioggia, ed in ritardo.

Ora il Governo Draghi rimedi con una riforma fiscale che abbassi le tasse ai più poveri”.

Un dato allarmante che ci deve far riflettere su quanto sia necessario invertire l’attuale deriva del Paese. L’aumento è agghiacciante: si tratta di 335 mila famiglie indigenti in più (+7,7%) rispetto al 2019. La povertà è cresciuta maggiormente al Nord, colpendo principalmente la fascia di età tra i 35 e i 44 anni. In tal senso, i fondi previsti dal Recovery Plan devono essere utilizzati con intelligenza, mettendo in campo politiche di welfare a favore delle famiglie e dell’occupazione, investendo, peraltro, maggiori risorse nella formazione per agevolare il matching tra domanda e offerta di lavoro”. Lo ha detto Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL.

Povertà assoluta a record 15 anni: nel 2020 tocca oltre 2 mln famiglie

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