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Internazionale

Perché tra Mosca e Kiev potrebbe perdere anche Pechino (che non può permetterselo)

Xi è tutt’altro che un kamikaze come Putin e vede nella presa dell’Ucraina un possibile freno alla Via della Seta, che dovrebbe subire un ulteriore restyling dopo la crisi finanziaria post Covid

Sia che si dovesse giungere ad un accordo tra Kiev e Mosca, sia che dovesse proseguire questa forma cruenta di guerra, il player Cina giocherà un ruolo decisivo. E’ legata alla Russia anche dai contratti trentennali per la fornitura di gas e petrolio; è il principale player nel settore indo-asiatico con tutta la sua attenzione concentrata sullo stretto di Malacca, da dove passano i sette decimi del commercio mondiale; vede nella presa dell’Ucraina un possibile freno alla Via della Seta.

Guerra dopo il Covid

Al di là del vertice di Roma tra le diplomazie cinesi e americane, il ragionamento che in queste settimane ha fatto il presidente cinese Xi Jinping e la sua ristrettissima cerchia è quanto impatterà il caso Ucraina sulla Via della Seta, il principale progetto geocommerciale dell’ultimo ventennio, vera e propria bussola di tutti i passi del governo di Pechino. La preziosa infrastrutturazione che ha permesso, tra le altre cose, di collegare Cina e Germania con treni-cargo, rapidi e diretti, ha già subito una sorta di restyling dopo il biennio pandemico. Gli effetti negativi sui mercati e sul business derivanti dal Covid hanno avuto delle code significative alla voce geopolitica.

Tra Mosca e Via della Seta

Non è stata, tra l’altro, gradita la news della richiesta di aiuto russo alla Cina: Pechino lo considera un autogol comunicativo e ha accusato gli Usa di aver fornito “notizie false contro la Cina”, come ha detto ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lizian. Xi, tutt’altro che un kamikaze come Putin, è ben conscio che se dovesse dire sì ai desiderata putiniani, rischierebbe di diventare bersaglio di sanzioni significative. Di contro se dovesse rifiutare, allora potrà sempre tenere aperto un canale di cooperazione con l’Occidente e con l’Europa che, al di là delle bassissime relazioni con gli Usa per le note tensioni geopolitiche, restano i principali punti di caduta della Via della Seta. E, quindi, della stragrande maggioranza degli affari cinesi.

@L_Argomento

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