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Perché Fedele sceglie Giorgia e non Matteo

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI E SILVIO BERLUSCONI

Il Presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, grande amico e confidente di Silvio Berlusconi, in un’intervista al Corriere della Sera, racconta tra le altre la sua preferenza attuale per la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, tracciandone le differenze con il leader leghista Matteo Salvini.

Berlusconi e Confalonieri

Confalonieri è uno dei grandi ‘vecchi’ dell’imprenditoria e della politica italiana. Appartiene alla schiera di quella classe dirigente che ha sempre operato per così dire in senso orizzontale rispetto alla politica. Legato a Silvio Berlusconi da legami di stima professionale, di cordialità e di profonda amicizia, ha rappresentato sempre l’anima nordista del Cavaliere, quella leghista delle origini. Lo stesso Confalonieri, infatti, nell’intervista al Corriere dichiara: “Io sono filoleghista. Bossiano. L’unità d’Italia è stata un errore. Pensi alle guerre d’indipendenza: nella prima Carlo Alberto parlava francese; la seconda è una vittoria di Luigi Napoleone; nella terza ci affondarono la flotta a Lissa Perché la Marsigliese e God save the Queen emozionano più dell’inno di Mameli?”.

Forza Italia tra Roma e il Nord

Senza dubbio di smentita, il presidente di Mediaset rimarca così il doppio binario che ha sempre percorso Berlusconi: da una parte il milanese Confalonieri e dall’altra il governista Gianni Letta: “Poi certo, Gianni è molto Roma: Quirinale, Vaticano, ambasciate.” Ed oggi il Cavaliere sembra ancora una volta in equilibrio tra i due istinti di Forza Italia, con la variabile sempre più forte dell’alleata di coalizione Giorgia Meloni. Dimostrazione è il comunicato congiunto, di fronte alla crisi del governo Draghi, in cui si legge: “I leader di Forza Italia e Lega, con il consueto senso di responsabilità, hanno dunque concordato di attendere l’evoluzione della situazione politica, pronti comunque a sottoporsi anche a brevissima scadenza al giudizio dei cittadini”. Escludendo la possibilità di governare ancora con il M5S, si conferma l’apprezzamento per Draghi, ma si tende anche la mano all’alleata Meloni, cercando di ricomporre parte delle differenze che sono sorte negli ultimi mesi.

Forza Italia ritorno alle origini

Confalonieri, che nei giorni dell’elezione del Presidente della Repubblica aveva dichiarato (come riportato da l’Espresso): “I politici che votano per Draghi al Quirinale si danno una martellata addosso”, conferma il suo apprezzamento per il premier e ritiene che lo stesso dovrebbe continuare a lavorare come Presidente del Consiglio.

Quello che però Confalonieri ‘suggerisce’ all’amico Silvio è di ricordare come era alle origini, cosa diceva quando era ‘sceso in campo’: “Io nel Silvio delle origini vedevo una punta di populismo: quel rifiuto del teatrino della politica, che un pò è stato anche dei Cinque Stelle. Oggi Berlusconi dice tutte cose giuste: l’Europa, l’atlantismo, la moderazione. Ma ai poveri chi pensa? Ai ragazzi che non trovano lavoro e vanno all’estero? Agli italiani impoveriti dall’inflazione? La verità è che sarebbe il momento di fondare un grande partito conservatore, che vada da Gianni Letta e dalla Ronzulli, la nostra donna forte, sino a Salvini e alla Meloni.”

Berlusconi, Salvini e Meloni

E se il Cavaliere delle origini aveva la sua punta di populismo, nulla osta da Confalonieri a convergere sulla figura di Giorgia Meloni: “Mi piace molto, da ragazza era pure lei un po’ fascistina; però adesso che le puoi dire? Ci proveranno, la attaccheranno. Ma se dovessi dare un consiglio a Silvio, gli direi di puntare sulla Meloni. È lei che può riportare il centrodestra a Palazzo Chigi”, perché “Salvini mi è simpatico. Ha fatto risorgere la Lega. Ma ora dà l’impressione di parlare tanto e girare un po’ a vuoto“.

Il leghista e milanese Confalonieri manifesta, come altri in Forza Italia, il dubbio che Salvini abbia davvero la caratura da leader del centrodestra, conservatore come lo indica, quindi capace di ridare fiducia e forza alle imprese, che da sempre dalla sponda della politica cercano più la stabilità e la concretezza, che non atteggiamenti ondivaghi e poco chiari.

@L_Argomento

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