Perché da liberale dico sì al riordino catastale

Perché da liberale dico sì al riordino catastale

No a nuove tasse ma sì alla rappresentazione reale del patrimonio immobiliare, dice l’economista De Nicola

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Perché da liberale dico sì al riordino catastale
Non so bene dove porterà la riforma del catasto, anche se il riordino è opportuno per poter trovare immobili che ancora oggi non sono registrati (lèggersi De Soto, “Il mistero del capitale” sull’importanza per l’economia di mercato di un catasto aggiornato e funzionante) e evitare che proporzionalmente chi ha un attico in via Manzoni a Milano paghi meno di chi ha una villetta a Francavilla.

Ho detto in varie occasioni che questo riordino dovrebbe portare ad un gettito complessivo invariato perché la casa è già tassata sopra la media OCSE.

Ma se in una riforma fiscale si abbassano tasse per un totale di 100 e se ne alzano per un totale di 30, tra l’altro per rendere più efficiente il sistema, io la riforma la sottoscrivo. Chi dice che qualsiasi aumento di tasse è inaccettabile (il 30) anche a fronte del -100 non è liberista, è obnubilato.

E la replica “ma tanto poi il governo ti frega” è da doppiamente obnubilato, perché qui stiamo parlando di un principio.
Perché da liberale dico sì al riordino catastale

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