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Per i cattolici in politica le cose si mettono male

Commenti sull’editoriale di Marco Follini, pubblicato sul sito dell’Adnkronos, sul declino del primato politico dei cattolici.

Per i cattolici in politica le cose si mettono male
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Per i cattolici in politica le cose si mettono male
CENTRO: LUPI , ‘RICOSTRUIRE PARTITO MODERATO CON CONTRIBUTO DETERMINANTE DEI CATTOLICI

‘Non credo ci sia spazio per un partito dei cattolici”, perchè ora sarebbe ”antistorico”. C’è, invece, ”sicuramente spazio, anzi è urgente ricostruire e rilanciare un partito moderato”, che ”veda l’incontro tra diverse culture su pilastri fondamentali, quali la libertà della persona, la sussidiarietà, l’eduazione e la famiglia”. Lo dice l’ex ministro Maurizio Lupi, presidente di ‘Noi per l’Italia’, commentando l’editoriale di Marco Follini, pubblicato oggi sul sito dell’Adnkronos, sul declino del primato politico dei cattolici.
Secondo Lupi l’apporto dei cattolici è fondamentare per realizzare un nuovo soggetto politico di stampo moderato. ”In questo compito -assicura all’Adnkronos- il contributo dei cattolici è determinante”. Non solo: ”occorrono tanti giovani che tornino ad impegnarsi in politica”.

 

ROMA: FIORONI, ‘LA SCELTA DI SILVIA COSTA INCARNA UN PROGETTO POLITICO’

‘Se Gualtieri propone di coinvolgere Silvia Costa, unanime può e deve essere il plauso dei riformisti. La battaglia per il Campidoglio impone a tutti uno slancio di generosità e abnegazione. Non si tratta di gettare in pasto alla pubblica opinione una notizia qualunque, in pieno clima ferragostano, ma di ragionare seriamente e con senso di responsabilità sulla formula più adatta a recuperare un elettorato disilluso, troppo distante dalla politica attuale”.
Lo afferma Giuseppe Fioroni, ex ministro e parlamentare dell’Ulivo. “Ora spetta a Letta definire la giusta motivazione per un impegno che appare, in rapporto alla bella e intensa esperienza di Silvia Costa, finanche poco ponderato.
Invece non lo è, sotto nessuno aspetto, perché risponde piuttosto alla viva esigenza di una Città ”rimessa a nuovo” dal contributo di laici e cattolici, secondo quello spirito di rinnovamento che richiede nel concreto un esempio di umanesimo condiviso, anche e soprattutto nella fatica della buona amministrazione. Con Silvia Costa si può lanciare a Roma un nuovo progetto politico”, conclude Fioroni.

 

CENTRO: MANNINO, ‘FOLLINI HA RAGIONE, NON C’E’ PIU’ SPAZIO PER PARTITO DEI CATTOLICI

“La Dc è finita per tante ragioni, e un episodio: un suo pezzo si è trasferito a sinistra, fuori dal centro, lanciandosi fra le braccia degli eredi del comunismo.
C’è stata così la rinuncia di una parte dei cattolici in politica di mantenersi ‘perno’ dell’incrocio tra liberalismo e socialdemocrazia europea secondo l’alta ispirazione di Leone XIII, concretizzatasi nel popolarismo di don Sturzo”.

Il richiamo al Papa della ‘Rerum novarum’ porta il più volte ministro della prima Repubblica a toccare con mano il tempo, e gli eventi trascorsi. Per arrivare alla conclusione: “Oggi in politica non c’è più spazio per i cattolici come ‘partito’: i cattolici possono scegliere di andare o nel Pd, dove c’è un pezzo di Dc che ha scelto di porsi come fanalino di coda di altri, oppure di andare al seguito di altri, e non a caso alla fine della prima Repubblica, un’altra parte fece la sua scelta, quella di andare Silvio Berlusconi”.

Ciò non vuol dire, precisa Mannino, che ora abbiano scelto Salvini o Meloni: “Semplicemente, oggi i cattolici sono pochi, quindi irrilevanti, al massimo possono rimanere dei frammenti in casa altrui”.

 

CATTOLICI: ROTONDI, ‘D’ACCORDO CON FOLLINI, IN POLITICA ‘HANNO GIA’ DATO

Schema storico 1948 irriproducibile, non sono più forza culturale di aggregazione.
“In Italia, come sappiamo, abbiamo avuto la Dc, storicamente imperniata sull’impegno politico dei cattolici. Oggi – continua Rotondi – non è più così, perché lo schieramento opposto alla sinistra è articolato su due destre – la Lega e Fdi – e solo marginalmente da una formazione che si richiama al Ppe. Intendo dire Fi, che non è interamente riconducibile all’esperienza del laicato cattolico. Quindi da punto di vista di riuscire a aggregare una risposta alternativa alla sinistra, sembrerebbe che i cattolici ‘hanno già dato’. 

 

CASTAGNETTI, ‘NELLE LISTE UN ‘RAPPRESENTANTE PER I CATTOLICI’? E’ NEGAZIONE DELLA NATURA DEM’

Debbo dire che questa idea del Pd di alcune città di mettere in lista un rappresentante per i cattolici(come uno per i rumeni, o i pakistani,..) non la digerisco. È la negazione della natura del Pd. I cattolici per il Pd non possono essere una semplice categoria. Sono coessenza”. Lo scrive Pierluigi Castagnetti su Twitter.

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