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Pegasus, la prima vittima nel Regno Unito

Violato il telefono dell’avvocato e attivista legato alla principessa emiratina Latifa

Pegasus, la prima vittima nel Regno Unito
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Pegasus, la prima vittima nel Regno Unito
Il telefono di David Haigh, avvocato e attivista per i diritti umani britannico, è stato compromesso con lo spyware Pegasus. E’ quanto riferisce il quotidiano “The Guardian”, citando un’analisi forense condotta da Amnesty International che si riferisce al 3 e il 4 agosto 2020. Haigh è la prima vittima britannica accertata del software prodotto dalla società israeliana Nso, un attacco che si sospetta sia stato ordinato dalle autorità degli Emirati Arabi Uniti.

L’attivista britannico, infatti, è legato a Latifa, la principessa 35enne, figlia dello sceicco Mohammed, sovrano dell’emirato, e coinvolto nella campagna volta a fare luce sulle reali condizioni di vita della principessa che, come da lei stessa denunciato in un controverso video pubblicato dalla “Bbc”, sarebbe tenuta prigioniera dal padre. Nel momento in cui il suo telefono è stato compromesso, Haigh stava aiutando gli avvocati della principessa Haya, una moglie dello sceicco, coinvolti in una causa con il sovrano di Dubai nei tribunali inglesi per la custodia dei loro bambini.

La squadra legale di Haya sosteneva che il trattamento riservato dallo sceicco Mohammed a Latifa significava che non avrebbe dovuto essere autorizzato a mantenere il controllo degli altri figli. Il caso è tutt’ora in corso in tribunale.

Haigh, 43 anni, si è detto “inorridito” dall’idea che il suo telefono fosse stato preso di mira, un fatto che, a suo dire, sarebbe avvenuto pochi giorni dopo che – dopo circa un anno e mezzo di contatti segreti via smartphone con Latifa – i collegamenti con la principessa si sono interrotti. Il telefono, ha detto Haigh, conteneva dozzine di messaggi e video di Latifa, che aveva registrato con il suo smartphone dal suo bagno, l’unica stanza in cui la principessa poteva chiudere la porta a chiave.

Alcuni dei filmati, che descrivevano la sua difficile situazione, sono stati successivamente rilasciati dalla campagna “Free Latifa” alla “Bbc” lo scorso febbraio, incluso uno in cui la principessa afferma: “La polizia mi ha minacciato che resterò in prigione per tutta la vita e che non rivedrò mai più il sole”. Haigh ha affermato di ritenere che l’attacco equivalga a “molestie sponsorizzate da parte di uno Stato” e ha invitato il governo del Regno Unito a indagare su “l’utilizzo del software Pegasus sul suolo britannico”.
Pegasus, la prima vittima nel Regno Unito

Shortlink: https://bit.ly/3A0GetJ

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