Pd, Malpezzi guida il Senato, ma mancano le idee

Pd, Malpezzi guida il Senato, ma mancano le idee

Programma ancora vago, alleanze ancora subordinate ai Cinque Stelle

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Pd, Malpezzi guida il Senato, ma mancano le idee
Nel Pd non sanno che pesci pigliare, infatti questa mattina è stata eletta all’unanimità Simona Malpezzi in qualità di capogruppo dem al Senato, sostituendo così il suo predecessore Andrea Marcucci. Che svolta, ragazzi.

Da giorni non si parlava d’altro e il dibattito circa la necessità di inserire quote rosa – perché di questo si tratta – nell’organigramma piddino è stato per diverso tempo il fulcro della contesa politica nel nostro Paese. E questo già basta di per sé a far capire in che stato comatoso versi la nostra classe dirigente nel suo complesso. Sì, la politica.

La politica che dovrebbe fornire risposte ai problemi reali dei cittadini ed invece continua a fare i capricci su chi mettere in un ruolo anziché in un altro, proprio come è accaduto nel caso del Pd. Un Pd a ben vedere agonizzante, privo di strategie future e di visione concreta, come ha ricordato il filosofo Massimo Cacciari a proposito dell’assenza di un programma serio da parte di Enrico Letta ora a capo della segreteria dem.

Sicuramente al cittadino comune queste cose non interessano molto e soffermarsi su nomi e programmi di partito non è esercizio agevole per chi non sa più come arrivare a fine mese. Infatti, mentre in casa Pd si continua a litigare su personalismi e quote, le imprese italiane sono allo stremo, anzi hanno definitivamente chiuso i battenti.

La scuola – che dovrebbe essere il principale luogo di formazione dei nostri ragazzi – si è ormai ridotta alla didattica a distanza, aumentando così sia il divario tra chi ha i mezzi per poter seguire le lezioni online sia la scarsa qualità della didattica stessa.

Ci troviamo di fronte ad un preoccupante scollamento tra Paese ideale (i palazzi della politica) e il Paese reale (la gente comune che non sa come pagare le bollette) e questo scollamento è ancor più evidente di fronte allo sterile dibattito interno al Pd sull’inserimento delle donne alla guida del partito. Viene da sorridere se si pensa al fatto che, quando non si sa cosa dire, siano proprio le donne ad essere tirate in ballo e a svolgere il ruolo di “tappabuchi” di qualcosa che non funziona.

Il Pd, anziché rincorrere Giuseppe Conte, dovrebbe davvero dotarsi di un programma serio che vada oltre la preoccupante propaganda immigrazionista e globalista. Enrico Letta e i suoi dovrebbero dirci quali idee alternative di Italia hanno rispetto alle destre – o alla destra che si oppone a Draghi – per cercare di essere credibili e non diventare invece la brutta copia di altri soggetti politici o movimenti.

E le donne dem non dovrebbero farsi usare come pedine intercambiabili in questi stupidi balletti che a poco servono se non a rinforzare il gap tra maschi e femmine.

Insomma, a sinistra non sanno più che pesci pigliare, la cosa è evidente. Conte non potrà di certo risollevare le sorti di un partito devastato da lotte interne e da capricci inutili. Il tempo a disposizione scarseggia ma si può ancora fare qualcosa per recuperare.
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