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Politica

Pd e M5S, resa dei conti solo rinviata (in attesa del proporzionale)

GIUSEPPE CONTE POLITICO ENRICO LETTA SULLO SFONDO , SULLO SCHERMO MARIO DRAGHI

Alla Direzione nazionale del PD si è discusso della situazione politica, delle elezioni, dei referendum e della crisi in Ucraina. Il segretario Enrico Letta ha toccato i vari punti e provato a gettare le basi per un chiarimento interno al partito e con il M5S.

Letta – Conte: le convergenze

Nella relazione il segretario Dem ha ricordato che le elezioni politiche si giocheranno molto sui temi sociali e che, causa guerra, l’economia interna rischia davvero tanto. Per questo la linea lettiana rimane quella della necessità di evitare un conflitto sociale, con la richiesta al governo di ulteriori interventi economici in merito. Altro punto toccato da Letta è stato quello dei diritti civili, per chiedere uno scatto sul DDL Zan, sul fine vita e sullo ‘ius scholae’: “Il nostro impegno sui diritti, per l’approvazione della legge contro i crimini d’odio, continua.” Sulla questione sociale, al momento, la concomitanza di intenti e di obiettivi con il M5S non appare appannata.

Letta-Conte: i referendum

Sono stati i referendum il tema centrale dell’intervento. Il problema principale per Letta è quello di evitare una divisione coi 5S sui 5 quesiti, fermo restando l’orientamento dato al ‘no’ e malgrado alcuni esponenti Dem siano per il ‘sì’. Ribadendo la forza riformista che la legge Cartabia possiede, Letta ha indicato ai suoi di valutare lo scenario che una vittoria del sì aprirebbe, proprio in relazione alla legge in discussione (che difficilmente troverà però definitiva applicazione prima del 12 giugno): “Gli interventi da fare sono da fare in Parlamento”, anche e soprattutto sul quesito riguardante la legge Severino e la custodia cautelare. Nessuna costrizione per il PD, però, che rimane per Letta un partito aperto e dalle libere scelte.

Letta-Conte: la riforma elettorale

“Il nostro partito è largamente consensuale attorno all’idea di cambiare legge elettorale, a maggior ragione alla luce del taglio dei parlamentari”. Un cambio di prospettiva, con il quale però Letta non rinuncia all’idea del campo largo: “Sono convinto che la autosufficienza non sia sintomo di forza, ma di debolezza”. E contro il centrodestra, ribadisce che: “Un’alleanza forte e unita è l’unica possibilità per poter competere”. L’apertura al proporzionale, di fatto potrebbe risolvere il problema di un’alleanza che appare sempre più forzata con la parte di M5S nostalgico delle origini, tanto che il segretario Dem arriva ad affermare: “Dobbiamo convincere le altre forze politiche. Cambiare la legge elettorale è fondamentale”.

Letta-Conte: guerra, Europa, Nato

Sul conflitto in Ucraina il segretario ha risposto in maniera chiara a Conte, sia pure senza andare alla polemica diretta. Nel merito, ha ribadito il sostegno alla linea Draghi-Guerini-Di Maio; sottotesto, un messaggio a riflettere sul fatto che un pezzo di M5s sia intestatario della linea di sostegno all’Ucraina, invio di armi compreso: “Dobbiamo scegliere tra il gorgo e una pace duratura.”

Letta ha ribadito, poi, che è legittimo porre domande di fronte al dramma della guerra, ma la linea sposata dal PD è la posizione più giusta. “Dobbiamo arrivare alla convocazione di una Convenzione Europea, per arrivare all’eliminazione del diritto di veto“, come richiesto dal presidente francese Macron e per evitare quanto sta succedendo in questi giorni con l’opposizione di Orbàn al nuovo pacchetto di sanzioni europee. Piena condivisione anche alla richiesta di ingresso nella Nato da parte di Finlandia e Svezia con una stoccata al leader della Lega Matteo Salvini (e forse un po’ anche a Giuseppe Conte), indicato come l’unico leader in Europa ad essersi schierato contro: “Purtroppo c’è ancora chi, dopo tre mesi, non è ancora in grado di usare la parola, di citare il nome di Putin”.

Letta-Conte tra presente e futuro

Per ora dunque, tra Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle, sembra esserci una pace armata. Come chiaramente detto ieri (e riportato da Askanews) da Alessandro Alfieri  esponente della corrente Base Riformista, facente capo a Lorenzo Guerini: “Col M5s noi vogliamo costruire un percorso, ma c’è un linea rossa che non va oltrepassata. E’ giusto che ognuno marchi la propria posizione politica, ma non a detrimento dell’azione di governo. Serve un patto molto chiaro”.

@L_Argomento

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