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Internazionale

Partita in Ucraina, il primo tempo lo vince l’occidente (e la resistenza di Kiev)

Ecco i risultati: fallita la guerra-lampo immaginata da Vladimir Putin, Kiev salva, truppe russe che ripiegano a est e mancata presa di Odessa

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La strategia sta funzionando. Ovvero, rifornire la resistenza ucraina ha portato, nell’ordine: al fallimento della guerra-lampo immaginata da Vladimir Putin, alla non invasione (almeno fino ad ora) di Kiev, al ritiro verso est delle truppe russe fiaccate, alla mancata presa di Odessa e alla coagulazione dell’Alleanza atlantica che, salvo alcuni distinguo di carattere economico, si è compattata con l’aggiunta di Svezia e Finlandia. Al di là di come finirà la guerra in Ucraina, questo primo tempo di una partita che si annuncia lunga è stato vinto dall’occidente.

In campo

Gli errori di Ue e Usa dal 2014 ad oggi non sono stati cancellati in un attimo, ma in questi due mesi di guerra sono stati riequilibrati da mosse che stanno mettendo in difficoltà Mosca. Non solo le sanzioni o il dossier del gas, ma semplicemente tattica militare. L’affondamento dell’ammiraglia russa è l’ultimo metro di una lunga marcia: è stato un duro colpo da un lato e una iniezione di fiducia dall’altro. I bombardieri B-52 americani che fanno la spola tra le basi nel Mediterraneo la dicono lunga sul tenore della risposta al Cremlino, che agita reazioni proprio perché si sente nell’angolo.

Evitare escalation atomica

Questa strategia fino ad oggi ha impedito di innescare un’escalation atomica, anche se Putin continua ad invocare conseguenze. Rifornire di armi l’Ucraina era l’unica strada da seguire ed è stato fatto in maniera chirurgica, con buona pace di chi ha criticato questa scelta senza offrire una valida alternativa. Che la risposta dell’inner circiel putiniano non sia perfettamente allineata al leader, lo dimostrano le defezioni cospicue che si stanno verificando a Mosca: il numero uno e il numero due dei servizi sono stati sollevati dal loro incarico, al pari di una decina di generali.

Poi c’è il giallo del ministro della difesa Sergej Shoigu, prima scomparso per due settimane, in seguito apparso rapidamente in un meeting online e adesso protagonista di insistenti voci che lo vorrebbero infartuato ma non per cause naturali. Comunque fuori gioco.

Svolta al nord

Ma ci sono anche altri effetti della conduzione russa fino a questo momento. Se da un lato il grosso problema per tutti (non solo per chi compra, ma soprattutto per chi vende) è alla voce gas, dall’altro si registra una svolta al nord. Per decenni Svezia e Finlandia hanno ritenuto che la neutralità fosse la scelta migliore per non irritare il vicino di casa russo, ma l’invasione dell’Ucraina le ha dirette verso la Nato. L’equilibrio nel settore del Baltico ha dunque un nuovo tassello, che impatterà non poco sulle future dinamiche, anche con un occhio alle esplorazioni al polo in cerca di nuove rotte e di nuove risorse.

@L_Argomento

(Foto: B52 on twitter Usaf)

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