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Oltre la crisi. Meloni vs Sala: saranno loro gli sfidanti di domani

GIORGIA MELONI SEGRETARIA FRATELLI D'ITALIA GIUSEPPE SALA SINDACO DI MILANO
GIORGIA MELONI SEGRETARIA FRATELLI D'ITALIA GIUSEPPE SALA SINDACO DI MILANO

Qualunque sia l’uscita dalla crisi, sia che si ritrovi una ricomposizione intorno al nome di Draghi, sia che si vada ad elezioni anticipate, due sono i volti che negli ultimi giorni stanno calamitando l’attenzione. Da destra, Giorgia Meloni, leader di FdI, sempre più forte e sempre più in ascesa nei sondaggi e da sinistra Beppe Sala, sindaco di Milano, che dopo la scissione nel M5S è la figura più accreditata per il ruolo di federatore nel centrosinistra, con Enrico Letta in grande difficoltà , mentre il suo progetto di campo largo si sta sgretolando.

FdI si prepara al governo

“Possono fuggire quanto vogliono, arriverà presto il giorno in cui dovranno fare i conti col giudizio degli italiani”, ha dichiarato Meloni a proposito della crisi di governo in atto. Ed a buon ragione, visto che gli ultimi sondaggi la vedono sempre più in ascesa, il vero motore ed attrattore di consenso del centrodestra. Nell’ultima settimana, secondo il sondaggio di Swg realizzato per il Tg di La7, FdI cresce del +0,3 per cento e arriva al 23,8%, contro il 22,1% del Pd; la Lega si attesta intorno al 14% e Fi non va oltre il 7,4%.

Evidente che Meloni non vuole e non può far passare il momento, sempre più a suo favore, e così continua a chiedere elezioni in autunno e come racconta Repubblica sembrerebbe già aver preparato la propria lista dei ministri di un futuro governo a trazione FdI. Ma non è chiaro, ancora, quello che succederà domani quando Draghi si presenterà alle Camere, perché sembra molto probabile che anche gli alleati di coalizione siano più favorevoli ad una permanenza del presidente del consiglio che non all’indizione di elezioni anticipate: conditio sine qua non, non avere il M5S in un eventuale nuova compagine di governo. Di certo, non sembra che Fi e Lega saranno davvero tra coloro che impediranno a Draghi di continuare.

Nel frattempo Meloni si è scagliata anche contro i sindaci che hanno firmato l’appello pro Draghi, molti dei quali di centrodestra ed appoggiati da FdI, generando una reazione a catena interna ai territori, ma soprattutto creando un botta e risposta a distanza con Beppe Sala, sindaco di Milano, uno dei primi firmatari dell’appello.

Sala nuovo federatore

“Meloni che si lamenta di violenze verbali della sinistra non so a cosa si riferisca, ma certamente da me non avrà atteggiamenti sbagliati, la metterò sempre sul piano della contrapposizione politica.” Il botta e risposta a distanza è un primo confronto tra due esponenti che potrebbero alle elezioni essere i due principali protagonisti della contesa. Inutile nascondere che l’atteggiamento del M5S e di Giuseppe Conte ha dato un duro colpo a Letta e al progetto di campo largo e così la ricerca di una nuova figura autorevole, capace di federare in vista delle elezioni si fa sempre più pressante.

Sala, dopo un recente incontro con il leader Pd aveva dichiarato: “Lo dico da mesi che il campo largo non c’è e soprattutto il Pd adesso ha un problema. Per la mia parte politica se si va a votare a ottobre è un grande problema”. E il sindaco non parlava solo dello scenario nazionale, ma anche e soprattutto del voto in Lombardia, che incrocia di netto la tornata elettorale e in cui comunque si gioca molto del risultato nazionale, con la variabile del possibile voto anticipato, che potrebbe far anticipare anche il voto regionale.

Sala è al momento per molti, nel Pd e fuori, la voce più autorevole per sostenere le future alleanze nel centrosinistra, capace di recuperare anche le forze di centro: vincere in Lombardia, per vincere a livello nazionale, questo l’obiettivo. E Sala mostra uno sguardo più aperto di Letta: “Anche il Pd deve fare attenzione a quello che sta facendo Di Maio”, l’unico che sembra poter parlare con Di Maio, Renzi, ma anche con Calenda e l’unico che può spostare l’asse della coalizione a trazione Pd, dal M5S al centro. Senza tralasciare il fatto che molte forze produttive e sociali guardano con favore a lui, per costruire l’unica possibile alternativa al centrodestra, in Lombardia e nell’intero Paese.

@L_Argomento

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