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Politica

Non solo Polonia: tutti i viaggi (per i social) di Salvini

Metropol, ruspa con casco, citofonate: la strategia mediatica per uscire dall’angolo prevede solo fughe in avanti

Il viaggio in Polonia del leader della Lega Matteo Salvini si inserisce in uno storytelling preciso: provare ad uscire dall’angolo con una corsa in avanti, anziché con una retromarcia. E’ così da sempre, come dimostrano episodi come il Papetee, la crisi con il M5s, le elezioni amministrative finendo alla settimana quirinalizia che ha, di fatto, rotto il centrodestra così come lo si conosceva fino ad oggi. Ecco una carrellata dei suoi viaggi.

Przemysl

Ieri il segretario della Lega al suo arrivo alla stazione Przemysl, la cittadina ad una decina di chilometri al confine con l’Ucraina, è stato accolto da una sorpresa. Il primo cittadino Wojciech Bakun, dopo aver ringraziato l’Italia per lo sforzo compiuto, ha esibito una maglietta con il volto di Putin. A quel punto rivolgendosi a Salvini ha detto: “Io non la ricevo, venga con me al confine a condannarlo”. La replica: “Non ci interessa la polemica della sinistra italiana o polacca, siamo qui per aiutare chi scappa dalla guerra”.

L’obiettivo del viaggio è anche politico, oltre che solidaristico: agganciare tatticamente il premier polacco Morawiecki per immaginare nuovo gruppo al Parlamento europeo e provare così a far dimenticare l’affinità con Putin sbandierata negli ultimi anni anche con foto e post sui social.

Metropol

Il 17 ottobre 2018, Salvini era a Mosca in occasione dell’assemblea di Confindustria Russia. La sera prima l’allora ministro cenò con Gianluca Savoini al ristorante Rusky all’85esimo piano del grattacielo Eye, assieme ad altre persone. Secondo quanto scritto dal settimanale L’Espresso si sarebbe incontrato anche con Dmitry Kozak, vice primo ministro russo con delega all’energia che non può entrare in Europa perché inserito nella black list dei politici sanzionati. Fu quello un incontro segreto. In quell’occasione fu accusato della compravendita di prodotti petroliferi per ottenere in cambio finanziamenti illeciti.

Maglia VP

Altro viaggio delicato e pubblicizzato fu quello a Mosca dell’ottobre 2014, quando si fece ritrarre nella Piazza Rossa di Mosca indossando una maglietta celebrativa di Putin e il pollice alzato. Il viaggio aveva lo scopo di ribadire la contrarietà alle sanzioni occidentali post invasione in Crimea.

Foto e post

Tra gli altri episodi simili, c’è la sua immagine alla guida della ruspa con cui fu abbattuta la villa abusiva dei Casamonica a Roma il 26 novembre 2018 quando disse: “Mi hanno detto che mi sparano. Se pensano di intimorire qualcuno, hanno trovato la persona sbagliata. Io so de coccio, se mi metto in testa una cosa”. E ancora la citofonata ai presunti spacciatori al Pilastro di Bologna il 21 gennaio 2020 che il Gip ha archiviato (“Fu un atto provocatorio con l’intento politico di mettere il luce il degrado del quartiere”).

@L_Argomento

(Foto: twitter)

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