Nel Movimento nasce la corrente Raggi

Nel Movimento nasce la corrente Raggi

È nata la corrente di Virginia Raggi, che nel M5S propende più per il centrodestra che per il centrosinistra

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Nel Movimento nasce la corrente Raggi
L’alleanza tra Pd e M5s? A livello nazionale “mi sembra che ci sia…”, risponde senza troppa enfasi Virginia Raggi nel giorno in cui riceve in Campidoglio il candidato a sindaco dem Roberto Gualtieri.

Un lungo incontro sui temi, al termine del quale la pentastellata chiarisce che, al netto delle sinergie giallorosse, lei a Roma resterà all’opposizione. Un distinguo fortemente connotato a livello territoriale che, però, si inserisce anche nella nuova visione politica che la sindaca vorrebbe veicolare nel Movimento: una forza politica meno appiattita sul Pd e piu’ aderente al civismo.

Una posizione che, però, non sembra impensierire troppo il segretario dem Enrico Letta che, di contro, scandisce: “Siamo diversi, ma andiamo d’accordo e andiamo verso un’alleanza molto stretta e organica” con i Cinque Stelle.

La prima cittadina domani ha invitato gli eletti romani in Comune e in Parlamento ad un incontro: appuntamento alle 16 nella nuova sede del M5s a Campo Marzio; all’ordine del giorno l’analisi dei risultati elettorali e la situazione del Movimento a Roma.

L’iniziativa, spiegano dall’entourage della sindaca, non si pone in contrapposizione con la leadership di Conte, ma vuole, in un’ottica unitaria, dare un contributo. Insomma, una sorta di ‘corrente Raggi’ che però deve ancora misurarsi sul campo. Tra i parlamentari domani non dovrebbero mancare Francesco Silvestri e Giulia Grillo, che tiene a precisare: “Non c’è alcuna intenzione di aprire fronde, vogliamo solo fare un’analisi politica su Roma per ripartire dal territorio”. Interpellata su quanti parteciperanno alla riunione la deputata risponde: “Non è un’iniziativa nazionale, riguarda solo gli eletti a Roma.

Penso ci saremo tutti. Raggi è una figura che unisce”. Tanto gli ex 5 stelle come Alessandro Di Battista, che non le ha fatto mancare il suo supporto in campagna elettorale, quanto un elettorato meno politicizzato, come quel 6,8% che ha votato per le sue liste civiche (che si riuniranno mercoledì in vista del ballottaggio). Parallelamente, non manca, specie tra i ‘contiani’ di ferro, chi non vede di buon occhio il raduno e per questo domani non vi parteciperà. Intanto, Gualtieri promette di portare avanti alcuni programmi in continuità con Raggi (primo tra tutti “la lotta alle mafie”) e sottolinea gli attestati di stima ricevuti da altri cinque stelle, da Conte a Roberta Lombardi fino al ‘fedelissimo’ di Raggi, Paolo Ferrara.

Il candidato dem, che ha spostato da piazza San Giovanni a piazza del Popolo la chiusura della sua campagna elettorale, domani pomeriggio sarà in compagnia prima del sindaco di Milano Beppe Sala, poi del segretario Letta.

L’avversario, Enrico Michetti, invece, si prepara ad un ‘tour elettorale’ con Matteo Salvini mercoledì, quando potrebbe tenersi anche una conferenza stampa con i leader della coalizione, incluso forse Silvio Berlusconi, atteso in settimana per il suo rientro nella capitale.

Il candidato del centrodestra fa un accorato appello ai cittadini ad andare a votare al ballottaggio: “Chi non lo fa ha gia’ perso”. Cosa voterà Raggi difficilmente si verrà a sapere (“Io non ho pacchetti di voti e non do indicazioni”, ribadisce), ma alcuni dei suoi sostenitori sui social hanno lanciato un hashtag che è tutto un programma: #iononvotoalballottaggio.
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