Muore un altro no-Vax a Pavia, rifiutava cure

Muore un altro no-Vax a Pavia, rifiutava cure

Un convinto negazionista del virus, dopo averlo contratto, ha rifiutato ogni cura ed è morto dopo un intervento del 118, chiamato quando era troppo tardi

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Muore un altro no-Vax a Pavia, rifiutava cure
Ci sarebbe da far calare il pietoso sipario del silenzio su certi casi. Eppure no, non ce la sentiamo: perché significativi, eloquenti ed estremamente simbolici, alcuni di questi casi meritano di essere raccontati. Fin nei dettagli.

Perché anche i cattivi esempi possono servire a salvare le vite degli altri. Ed un buon esempio non era stato, il trasportatore di Codevilla (Pavia) che sin dall’inizio della pandemia si era incaponito in un atteggiamento di chiusura mentale, di sottovalutazione. Sin dalle prime settimane della pandemia, non aveva nascosto le sue posizioni negazioniste, rifiutandosi anche di ammettere l’esistenza stessa del virus.

Quando all’ inizio di settembre ha accusato sintomi sospetti, si è sottoposto ad un tampone che è risultato positivo: ma il 56enne autotrasportatore di Codevilla (Pavia), in Oltrepò Pavese, che lavorava per una ditta di Broni (Pavia), ha scelto di curarsi a casa. Le sue condizioni nel giro di pochi giorni sono peggiorate e il figlio ha chiamato il 118.

Ma ormai era troppo tardi: l’uomo è morto nei giorni scorsi stroncato dal Covid-19. L’uomo non si era vaccinato: una scelta in linea con le sue convinzioni gia’ manifestate ai tempi del primo lockdown del 2020. Chi lo ha conosciuto racconta che il camionista ha sempre contestato le regole introdotte per limitare i contagi, dall’utilizzo della mascherina sino al Green Pass.

Sui social seguiva gruppi negazionisti, dove vengono espresse posizioni decisamente contrarie ai vaccini. Anche sul lavoro ha manifestato spesso la sua contrarietà alla campagna vaccinale e alle altre misure introdotte nei mesi scorsi dal Governo. Dopo il tampone positivo, a inizio mese, non è voluto andare in ospedale, convinto di poter risolvere il problema con qualche giorno di riposo e di cure a casa.

Non si sa se in quel periodo abbia preso farmaci o si sia rivolto a un medico. Il suo stato di salute, pero’, è diventato sempre più critico con il trascorrere dei giorni.

Quando il figlio ha chiesto l’intervento del 118, ormai la situazione era compromessa. L’autotrasportatore è stato trasferito al Policlinico San Matteo di Pavia. I livelli di saturazione dell’ossigeno nel sangue erano scesi a livelli preoccupanti. Sono subentrate anche altre complicazioni. I medici hanno cercato in ogni modo di salvarlo, ma non c’e’ stato nulla da fare. Il funerale è stato celebrato, lo scorso giovedi’, nella chiesa di Casteggio (Pavia). I familiari hanno chiesto che venga effettuata l’autopsia per capire le cause precise della morte. 

Ai medici e alla comunità scientifica sono venuti pochi dubbi. Il Covid c’è, e sta ancora girando tra noi. Solo ieri nella Capitale si sono contati duecento contagi, malgrado i tanti vaccinati; segno che ancora c’è molto da fare. Il primo passo per uscirne tutti è vaccinare, informare, sensibilizzare ciascuno a fare la propria parte.

Chi si ostina a giocare col fuoco, prima o poi rischia ustioni anche letali.
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