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Multe alle multinazionali che ‘salutano’

Il Mise convoca tavoli Gkn e Gianetti. Si lavora su ‘piano Todde’ anti-delocalizzazioni

Multe alle multinazionali che ‘salutano’
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Multe alle multinazionali che ‘salutano’
Il Mise prova ad accelerare per risolvere le nuove crisi dell’automotive, mentre si lavora per definire una stretta contro le delocalizzazioni. Se sull’infinita vertenza Whirlpool i sindacati chiedono un nuovo incontro per salvare i 322 dipendenti di Napoli, sono stati convocati per il 4 agosto due tavoli per Gkn e Gianetti. Nel primo caso il fondo Melrose ha comunicato la chiusura totale dello stabilimento di Campi Bisenzio (Firenze) e la procedura di termine di contratto per 422 lavoratori. “Dopo l’impegno costante di questi giorni riteniamo indispensabile fare il punto sulla situazione relativa alla vertenza GKN, per questo abbiamo deciso di convocare il tavolo il 4 agosto a Firenze invitando tutte le parti coinvolte”, ha spiegato la viceministra Alessandra Todde.

La situazione è oltre i livelli di guardia, con “una nuova mail da parte dell’azienda con cui chiede ai lavoratori e alle lavoratrici in assemblea permanente di lasciare lo stabilimento”, spiegano oggi sui social i rappresentanti del gruppo ‘Insorgiamo con i lavoratori Gkn’. “La precondizione negoziale di revoca della procedura di licenziamento non può essere accolta, stante la decisione di chiusura assunta”, comunica a muso duro l’azienda, che “respinge l’accusa di aver rifiutato qualunque dialogo, avendolo al contrario sollecitato in più occasioni all’interno della procedura attivata”.

Preoccupa ovviamente la situazione Gianetti: a Ceriano Laghetto, provincia di Monza e Brianza, a inizio luglio è arrivata una mail di licenziamento per i 152 lavoratori dell’azienda. La proprietà è il fondo americano Quantum Capital Partner, che ha deciso di chiudere lo stabilimento per la crisi aggravata dalla pandemia. Gianetti è un’azienda storica che produce ruote in acciaio per clienti del calibro come Iveco e Volvo. I sindacati temono che, dopo lo sblocco dei licenziamenti scattato il 1° luglio, possano spuntare nuovi casi e chiedono un intervento immediato dell’esecutivo.

“Non può passare l’idea che multinazionali ed imprese possano comportarsi in questo modo nel nostro paese. Bisogna dotarsi di una legislazione che impedisca che queste cose possano ripetersi”, chiede il segretario generale Cgil, Maurizio Landini.

Il progetto è ancora in fieri, ma potrebbe tramutarsi in un pacchetto per mettere un argine alle delocalizzazioni selvagge. Proprio Todde lo scorso anno ha ideato il Fondo di Salvaguardia, che permette alle aziende in crisi di ricevere fino a 10 milioni di aiuti pubblici tramite Invitalia, a patto però di non delocalizzare per cinque anni.

Ora sta prendendo forma l’ipotesi, allo studio da parte del Mise in collaborazione proprio con Invitalia e Ministero del Lavoro, di una norma ad hoc, rafforzata rispetto a quella del 2018, per impedire alle imprese di delocalizzare in modo aggressivo, previa sintesi politica dentro la maggioranza. I punti salienti? Multe alle multinazionali che ‘salutano’, sanzioni per chi decide di farlo avendo avuto accesso a soldi pubblici, fino a incentivi per le imprese a investire in Italia. E si valuta l’obbligo di impedire decisioni unilaterali da parte delle multinazionali senza prima aver coinvolto le istituzioni. In pratica, se un’azienda decide di licenziare, è tenuta ad avvertire prima tutte le parti per avviare un percorso alternativo al licenziamento e che eviti lo stop agli investimenti.
Multe alle multinazionali che ‘salutano’

Shortlink: https://bit.ly/2WGxOcz

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