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Politica

Mascherine e Covid, cosa cambierà in Italia dal 1 maggio

CERTIFICAZIONE VERDE COVID-19 GREEN PASS

Dal 1 maggio l’obbligo di certificazione verde (green pass e super green pass) sparirà quasi ovunque. Anche per i dispositivi di protezione (mascherine) in vista nuove regole. Il governo è al lavoro su di un emendamento al precedente decreto del 17 marzo (sotto forma di ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza), visto che il 30 aprile scadranno quasi tutte le attuali disposizioni in essere. Alcune le certezze, diversi i dubbi ancora da sciogliere.

Green Pass

Con buona probabilità, non occorrerà più esibire il green pass (base o rafforzato) per accedere ai luoghi di lavoro. La misura riguarderà anche bar, ristoranti e la maggior parte dei negozi e delle attività commerciali. Gli stessi eventi sportivi, gli spettacoli al chiuso, le attività fieristiche e congressuali potrebbero essere incluse nelle nuove disposizioni. Un allargamento piuttosto consistente, che accompagnerà ulteriormente il Paese dopo la fine dello stato d’emergenza, in vista della stagione estiva.

Si manterranno ancora delle eccezioni (già contenute nell’ultimo decreto in vigore): per i lavoratori della Sanità e delle Rsa rimarrà l’obbligo di Super Green Pass fino al 31 dicembre 2022 e il green pass rafforzato resterà in vigore anche per i visitatori di strutture ospedaliere e di residenze per anziani; per le forze armate, forze dell’ordine, personale della scuola, delle università ed over 50 la misura è in vigore, invece, fino al prossimo 15 giugno.

La conferma è arrivata ieri mattina dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa a RTL 102.5: “Negli ospedali si continua a mantenere l’obbligo di vaccinazione fino a fine anno e, per coloro che non lo rispettano, non ci sarà la possibilità di essere reintegrati sul posto di lavoro. Questo è rimasto un punto fermo del Governo”, mentre “Per tutto il resto, dal primo maggio il Green Pass non sarà più richiesto.”

Mascherine

Meno definite sembrano essere le posizioni in merito all’utilizzo o meno dei dispositivi di protezione individuale, al chiuso e sui luoghi di lavoro. L’orientamento prevalente del governo sembrerebbe quello di prolungare per un mese l’obbligo solo in alcuni luoghi: mezzi di trasporto, cinema, teatri, negli ospedali e nelle Rsa; altrove scatterà il regime della raccomandazione. Lo stesso Andrea Costa a SkyTg24 ha spiegato: “Dopo due anni di regole dobbiamo veicolare messaggi rassicuranti ai cittadini che hanno dimostrato un grande senso di responsabilità”, ammettendo che comunque “c’è una riflessione in corso nel governo ed entro questa settimana sarà fatta una sintesi”.

In realtà le uniche certezze sembrerebbero solo quelle legate alla Sanità e alla Scuola, dove l’obbligo di indossare le mascherine rimarrà con molta certezza fino alla fine dell’anno scolastico. Difficile regolamentare, invece, l’obbligo o la raccomandazione negli ambienti di lavoro privati, a differenza del lavoro pubblico, dove con buona probabilità si indosseranno ancora le mascherine obbligatorie. Nel privato toccherà al datore di lavoro decidere, in base ai livelli di contatto e alla struttura data.

Sempre ieri, in un’intervista a La Stampa, Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute Roberto Speranza, osserva: “Questa è una fase da tenere attentamente sotto controllo. Sarebbe sbagliato pensare che sia tutto finito. Mentre vedo che la campagna vaccinale si è arenata e che c’è un calo di attenzione, che fa togliere le mascherine al chiuso e frequentare locali affollati. E l’indicatore finale di questo clima di rilassatezza è il numero dei morti, ancora tanti”. Nel corso della giornata, poi, il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri ha dichiarato a SkyTg24 timeline: “Ospedali, Rsa e trasporti sono i tre punti fermi per le mascherine al chiuso. In questo momento delicato di transizione del Covid-19, secondo la mia personale opinione, nelle prossime 2-3 settimane le mascherine dovrebbero essere tenute al chiuso anche negli ambienti di lavoro, può aiutarci non poco nella gestione dei ricoveri e delle terapie intensive. La decisione verrà presa nelle prossime 24 ore in collegialità e con un’analisi dettagliata della comunità scientifica”.

Il report FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitare e Ospedaliere), diffuso nella giornata di ieri, certifica un +3,5% di ricoveri in una settimana, probabilmente in conseguenza delle festività pasquali.

@L_Argomento

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