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Maggioranza in tilt: liti e veti. Quanto può durare ancora?

Crisi e gas: in questo quadro non certo esaltante spiccano i soliti no italiani: alle liberalizzazioni, al nucleare. E i capricci dei partiti.

VOTAZIONE ALLA CAMERA SULLA RISOLUZIONE MES FONDO SALVA STATI 2019

Né la guerra né l‘inflazione spengono le pulsioni capricciose di alcuni partiti contro la maggioranza, consapevoli che l’appoggio al governo ha significato per loro la perdita di consensi. E’ di tutta evidenza che nei soggetti che appoggiano l’esecutivo si è elevato al cubo il tasso di litigiosità, come dimostrano le contrapposizioni sul decreto aiuti o le posizioni sullo sciopero dei taxi andato in scena ieri. Manca un filo ormai che unisca ciò che resta della legislatura.

Ma se da un lato Draghi apre al m5s, il centrodestra accende lo scontro sul superbonus: il sunto è che si proverà a cercare un’intesa per evitare di porre la fiducia. La lega attacca a testa bassa: “Siamo fermi da tutto il giorno per i litigi interni al centrosinistra, che rischiano di bloccare 15 miliardi di aiuti per famiglie e imprese”.

Al centro la faida tra contiani e dimaiani non si ferma, mentre al Nazareno non sanno come interpretare l’entrata a gamba tesa di Romano Prodi contro il campo largo, che ormai è diventato un campo minato perché non vi sono certezze sugli alleati grillini. Nel mezzo, la situazione complicatissima che stanno vivendo imprese e famiglie: non solo l’inflazione, ma finanche la mancanza di alcuni prodotti che non arrivano (come elementari cellophane) spinge l’intero sistema in un vero e proprio buco nero.

L’oro è crollato al minimo in più di sei mesi quando il dollaro è salito in mezzo ai crescenti timori di recessione. Significa che anche i metalli preziosi stanno soffrendo la congiuntura negativissima che esiste nei mercati e non sono più un bene di rifugio. Le banche scontano una possibile criticità che ricorda quella del 2011, con annesse la troika e la crisi della moneta unica. Le aziende che usano l’elettricità e il gas stanno seriamente pensando di ridurre i livelli occupazionali.

In questo quadro non certo esaltante spiccano i soliti no italiani: alle liberalizzazioni, al nucleare.

E i capricci dei partiti.

@L_Argomento

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