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MADAME LAGARDE, LA DAMA DI FERRO CHE MACRON VUOLE PROMUOVERE

CHRISTINE LAGARDE IN VIDEOCONFERENZA PER LE RIUNIONI ANNUALI DEL FMI

“Macron has eyes on Lagarde as prime minister” titolava il Times lo scorso lunedì, dando seguito ai rumors che si riconcorrono ormai da giorni dentro (e fuori) l’Eliseo. Pare, infatti, che il presidente francese Emmanuel Macron, se dovesse ottenere un secondo mandato presidenziale (il primo turno è previsto per il 10 aprile), potrebbe scegliere la governatrice della Banca centrale europea come suo primo ministro.

Madame Lagarde

Nata a Parigi da una famiglia dell’alta borghesia, la 66enne Christine Lagarde si è laureata in Legge, ha lavorato come stagista per il deputato statunitense William Cohen e nel 2011 è stata la prima donna a diventare direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI), dopo le dimissioni del connazionale Dominique Strauss-Kahn, coinvolto in una faccenda di presunte molestie mai chiarite davvero. Famosa per le sue frasi, spesso al vetriolo, qualche mese prima della sua elezione aveva commentato così “l’affaire Dsk”: “se sarò eletta starò eretta come una donna, non necessariamente con un paio di calzoni addosso, e certamente con un livello di testosterone più basso di quello che circola adesso in molte stanze”.

Dopo Mario, Christine

Il 1° novembre 2019 la Lagarde succede a Mario Draghi come presidente della Banca Centrale europea. Anche in questo, pare, fortemente voluta dal presidente francese Macron che centrò l’obiettivo di piazzare di nuovo un francese al vertice della BCE, già guidata dal 2003 al 2011 da Jean-Claude Trichet. Nonostante nel 2009 il Financial Times l’abbia nominata come il più virtuoso ministro delle Finanze europeo, la numero uno della Banca Centrale a marzo 2020 non si è risparmiata una gaffe proprio sull’Italia. “Avevo detto che speravo di non dover mai fare un ‘whatever it takes’” e “non intendo passare alla storia per un ‘whatever it takes due’”, perché “ridurre lo spread non è nostro compito”, dichiarava la presidente in conferenza stampa, poco dopo lo shock del Coronavirus. Frase infelice che, oltre ad affondare le Borse, provocò la reazione del presidente Sergio Mattarella: “dall’Europa l’Italia attende solidarietà, non ostacoli”.

Rosa e più rosa

Christine Lagarde, che più volte Forbes ha inserito fra le cento donne più potenti al mondo, è una fervente sostenitrice dell’empowerment femminile, tanto che nel commentare la recessione del 2008, ha dichiarato: “se ci fossero state le Lehman Sisters invece delle Lehman Brothers, il mondo avrebbe potuto essere molto diverso ora”. E soltanto qualche giorno fa, incontrando a Strasburgo per i venti anni dell’Euro la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e la numero uno della Commissione Ursula von der Leyen, la prima donna della BCE ha condiviso sui social una foto dell’incontro, sottolineando la portata del cambio di passo verso la parità di genere: “per la prima volta tre istituzioni europee sono guidate simultaneamente da donne: sono onorata di essere una di loro”.

@L_Argomento

 

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