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M5S: spaccatura su capogruppo Senato. Ma Conte: Dialettica sana, no divisioni

Tempo di lettura stimato 3 minuti

Nel Movimento 5 Stelle piomba come un macigno la votazione per la scelta del nuovo capogruppo in Senato, perché il gruppo si spacca esattamente in due metà: 36 voti per il candidato ‘contiano’, l’uscente Ettore Licheri; 36 voti per la ‘sfidante’, Mariolina Castellone. Un pareggio alla prima votazione che è un chiaro messaggio ai vertici del Movimento: i malumori sono forti e il gruppo non gradisce l’atteggiamento del nuovo corso, proprio alla vigilia di appuntamenti fondamentali come la legge di Bilancio e, soprattutto, la scelta del nuovo capo dello Stato.

In particolare, raccontano fonti parlamentari interne, non è piaciuto il tentativo di alcuni membri del nuovo board pentastellato di fare una sorta di “campagna elettorale per Licheri”. Questo “ha reso ancora più tesi gli animi, già irrigiditi dal fatto che ora la voce del Movimento è rappresentata solo dai 5 vicepresidenti e gli altri sono stati messi da parte”.Il tema c’è, anche se il leader, Giuseppe

Conte, prova a spegnere ogni focolaio di polemica. “La votazione per il rinnovo del capogruppo M5S al Senato è il sintomo positivo di una dialettica interna sana e costruttiva, dove le posizioni dei due candidati rappresentano percorsi concorrenti, ma entrambi – come da loro stessi esplicitamente più volte chiarito – pienamente orientati a perseguire il nuovo corso del Movimento”. Ecco perché “sono felice di questo esercizio democratico che, anche alla luce dell’altissima affluenza, testimonia la forte vitalità politica della nostra comunità necessaria per proseguire con entusiasmo in questo percorso di rilancio”. Il presidente del Movimento spiega di aver “sentito entrambi per ringraziarli per la disponibilità e l’impegno sin qui profuso” e dice chiaro e tondo: “Non ho riscontrato traccia di spaccature né elementi che possano accreditare l’immagine distorta che qualcuno ha interesse strumentalmente a diffondere in queste ore di una votazione che torna utile per ‘contarsi’ o per alimentare nuove divisioni”.

L’ex premier esorta a “spazzare via queste letture divisive, perché il nuovo corso è nel segno della inclusione e della massima valorizzazione dei talenti di ognuno”. Una chiave di lettura condivisa dai diretti interessati: “Al di là delle ricostruzioni di questi giorni e che smentiamo totalmente, la grande partecipazione alla votazione per l’elezione del nuovo direttivo sta a testimoniare l’entusiasmo del gruppo e la volontà di affrontare al meglio gli importanti appuntamenti che ci aspettano”, scrivono in una congiunta Castellone e Licheri.I malumori, però, esistono e resistono. E toccherà proprio a Conte ricomporre. Il leader, che si trova in tour per sostenere i candidati del Movimento alle comunali, prende tempo, d’accordo proprio con Licheri e Castellone: “Entrambi mi hanno comunicato la comune volontà di rinviare le votazioni alla settimana prossima, proprio nell’auspicio di lavorare insieme a una sintesi che possa rilanciare e rafforzare le attività non solo del gruppo parlamentare del Senato ma di tutto il MoVimento 5 Stelle”.

Del resto, i risultati del voto in Senato sono arrivati proprio in contemporanea con la presentazione del primo libro di Luigi Di Maio. E non sono passati sotto silenzio nella nutrita platea (una cinquantina circa) di parlamentari che sono arrivati alla Galleria Sordi per ascoltare il ministro degli Esteri. Tra loro anche i compagni di viaggio della prima ora: da Alfonso Bonafede a Vincenzo Spadafora, Riccardo Fraccaro, Pietro Dettori, Sergio Battelli, Giulia Grillo, Federica Dieni, Dalila Nesci.

C’è anche Virginia Raggi, alla sua prima uscita pubblica dopo l’insediamento di Roberto Gualtieri in Campidoglio. Molti notano – e fanno notare – l’assenza di Conte, anche se giustificato, perché impegnato a Manfredonia (Foggia) per sostenere il candidato sindaco, Raffaele Fatone. “Ma almeno uno dei 5 vicepresidenti poteva farsi vedere”, si lascia scappare un deputato della ‘vecchia guardia’, con aria delusa.

Tutti segnali che qualcosa nel Movimento va rimessa a posto. E alla svelta, possibilmente.

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