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L’ultima corona deposta da Mattarella

Il presidente accolto tra gli applausi della gente esorta l’Italia e la prende per mano

Mattarella 2 giugno 2021

L’ultima corona deposta da Mattarella
Sergio Mattarella ha pronunciato l’ultimo discorso del suo settennato sulla Festa della Repubblica, della durata di venti minuti, alla presenza del premier Mario Draghi, di tutto il governo e di 200 studenti delle scuole. Niente parata militare ai Fori imperiali, chiusi i giardini del Quirinale. Annullato anche il ricevimento delle personalità della politica, dell’economia e della cultura. Ma non si poteva rinunciare al discorso del Capo dello Stato che, ancora una volta, ha pronunciato le parole che ogni figlio vorrebbe sentire dire dal proprio padre.

Il Presidente ha percorso 75 anni di storia arrivando ai giorni nostri. “Sono passati settantacinque anni da quando, con il voto nel referendum del 2 giugno 1946, gli italiani, scegliendo la Repubblica, cominciarono a costruire una nuova storia. Anche oggi siamo a un tornante del nostro cammino dopo le due grandi crisi globali, quella economico finanziaria e quella provocata dalla pandemia. Come lo fu allora, questo è tempo di costruire il futuro.

Con la scelta repubblicana- ha proseguito Mattarella – si apriva una storia di libertà, dopo il ventennio della dittatura fascista. Storia di democrazia. Storia di pace, dopo la tragedia, i lutti e le devastazioni della guerra e dell’occupazione nazista.

Fu proprio la scelta repubblicana il presupposto che rese possibile radicare, nel sentimento profondo del popolo – ha spiegato – le ragioni di una unità e di una coesione più forti, favorendo il dispiegarsi di nuove energie, di nuovi protagonisti nella vita pubblica. Per celebrare la Repubblica dobbiamo partire da qui: dalle donne e dagli uomini della Costituente, dalla loro lungimiranza, dal coraggio con cui seppero cercare e trovare i punti di sintesi. La Repubblica è, anzitutto, la storia degli italiani e della loro libertà. È la storia del lavoro, motore della trasformazione del nostro Paese. È la storia del formarsi e del crescere di una comunità. L’Italia è stata ricostruita dalle macerie. La Costituzione ha indicato alla Repubblica la strada da percorrere”.

Alcune storture hanno cause antiche, e richiedono impegno serio per rimuoverle. Ma la storia repubblicana è tutt’altro che una sequela di insuccessi: è la storia di una democrazia ben radicata e di successo.

Risollevare il Paese, sgomberando le macerie materiali e morali che la Repubblica aveva trovato, portandolo a essere una delle principali realtà economiche e industriali del mondo, è stata una grande impresa collettiva, risultato dello sforzo di tanti. Politici, imprenditori, lavoratori, donne e uomini di ogni ruolo e condizione: hanno avuto come orientamento il loro senso del dovere, la responsabilità verso se stessi, verso le loro famiglie e la comunità; l’amore per la Patria. La forza di credere in un futuro migliore. La disponibilità al sacrificio per realizzare qualcosa per i propri figli e nipoti”.

“Abbiamo una risorsa, grande, che proprio la Repubblica ha fatto crescere in questi decenni, muovendo dalla coscienza del male che è stato causa delle guerre e delle dittature. Questa risorsa, questo orizzonte, si chiama Europa. Una costruzione faticosa, che si è sviluppata in modo non sempre lineare. Talvolta minacciata da regressioni per illusori interessi particolari ma, nei momenti più critici, capace di grandi rilanci.

Come sta avvenendo”. “L’Unione Europea è essa stessa – per noi – figlia della scelta repubblicana. L’Europa – ha spiegato – è il compimento del destino nazionale. È luogo e presidio di sovranità democratica. È un’oasi di pace in un mondo di guerre e tensioni. Il filo tessuto con il Risorgimento e la Resistenza ricompone qui la tela di una civiltà democratica che sa parlare al mondo, senza essere in balia di forze e potenze che la sovrastano”.

Il Capo dello Stato ha rivolto un pensiero soprattutto ai giovani ai quali corre l’obbligo e il dovere di “costruirgli il futuro” rinunciando a “interessi” di parte.

Sergio Mattarella ha celebrato il suo ultimo 2 giugno con l’obiettivo di trasmettere energia al Paese, invitando da una parte la politica a non perdere l’occasione che viene offerta dall’Europa e dall’altra tentando di far comprendere ai cittadini l’importanza del momento, l’opportunità unica di una nuova ricostruzione del Paese.
L’ultima corona deposta da Mattarella

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