Liberalismo di destra o di sinistra?

Liberalismo di destra o di sinistra?

In un Paese in cui tutti si professano liberali, mettiamo qualche punto fermo

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Liberalismo di destra o di sinistra?
L’illiberalismo è un fantasma che si sta aggirando per l’Europa. Di solito è di destra e si chiama “populismo” ma può essere declinato pure a sinistra. E in quel caso lo si trova sub speciem di dittatura ideologica del politically correct, di giustizialismo e persino di fanatismo ecologista.

In tali casi può diventare più pericoloso di quello destrorso, se non altro per la sua difficile prevedibilità nell’esplicarsi nell’azione politica e nelle pulsioni sociali e culturali.

Di questo fenomeno . denunciato nella copertina dello scorso 3 settembre , se ne è accorto persino l’ “Economist”, settimanale britannico poco propenso a posizioni che possono avere anche il sapore dell’autocritica.

Un esempio di questa tendenza autolesionista della sinistra (a destra il fenomeno è più da “richiamo della foresta”) lo abbiamo visto nelle dichiarazioni della attrice hollywoodiana Patricia Arquette che ha dichiarato di vergognarsi di essere nata appartenente alla razza bianca, colonizzatrice e oppressiva delle minoranze etniche in tutto il mondo.

La sinistra illiberale infatti è per istinto neo terzo mondista. E anche qui da noi se ne vedono le le tracce negli “statement” di ex presidenti del consiglio nonché ex comunisti come Massimo D’Alema. Che difende quasi i talebani, li paragona agli hezbollah con cui ai bei tempi si faceva fotografare a braccetto in passeggiata sulle rovine della Beirut bombardata dagli israeliani, e comunque si rifiuta di chiamarli terroristi.

Una conseguenza nota ma poco studiata di questo “illiberalismo di sinistra” è l’antisemitismo nascosto dietro la causa palestinese o peggio il terzo mondismo pan arabo come era ai tempi della guerra dei sei giorni. Per capire come questo pensiero debolissimo si sia sviluppato nel tempo basta leggere il libro di Fiamma Nirenstein, appunto dedicato agli “antisemiti di sinistra”.
L’Europa – come dice anche l’ “Economist” – sembra tornata indietro di cento anni, agli anni ’20 del secolo passato quando le democrazie liberali vennero messe all’angolo, e moltissimi suoi cittadini nei campi di concentramento, non solo dai fascismi e dai nazismi ma anche dal comunismo.

Se oggi questo per ora sembra non avvenire possiamo solo sperare che sia per l’inverarsi di quel detto secondo cui le tragedie della storia quando si ripetono lo fanno sotto il segno della farsa.

La presidenza Trump e quella Biden in America, così come i governi Conte 1 e Conte 2 in Italia, sembrano militare proprio in questo senso. Speriamo bene.

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