L’eutanasia in Spagna? Un gioco da ragazzi

Il diritto a una 'morte dignitosa' si può ottenere in cinque settimane

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L’eutanasia in Spagna? Un gioco da ragazzi
La Spagna è il settimo Paese al mondo a legalizzare l’eutanasia, dopo Olanda (2002), Belgio (include i minori di 12 anni), Lussemburgo (2009), Canada (2016), Nuova Zelanda (entrerà in vigore a novembre) e Colombia (esiste il diritto ma non la legge).

Approvata nel Congresso il 18 marzo con 202 voti a favore, 141 contrari e 2 astensioni, la legge è entrata in vigore il 25 giugno dopo tre mesi dalla pubblicazione nel BOE (Boletín Oficial del Estado), per permettere alle Regioni (Comunidades Autónomas) di costituire le Commissioni di Garanzia e Valutazione, composte da medici e giuristi. Queste effettueranno un duplice controllo: previamente sull’esistenza di tutti i requisiti per l’accesso all’eutanasia e successivamente sulla correttezza delle modalità con cui è avvenuto il procedimento. I tempi previsti, senza impedimenti, sono di circa 5 settimane dalla richiesta.

Accesso e procedura

Ha accesso all’eutanasia qualsiasi persona maggiore d’etá e nella ‘piena capacitá di agire e decidere’, di nazionalitá spagnola, o con residenza legale in Spagna da almeno 12 mesi, che abbia una ‘sofferenza fisica o psichica costante e intollerabile’ a causa di una ‘malattia grave, incurabile, cronica o invalidante’, priva di cura o miglioramento apprezzabile o con pronostico di vita limitato. Se la persona non si trova nel pieno delle sue facoltá, potrà accedere alla pratica eutanasica solo se avrà precedentemente espresso tale volontà attraverso un ‘testamento vital’ o altro documento equivalente legalmente riconosciuto, nel quale potrà nominare un rappresentante legale.

Il paziente presenterà la richiesta al medico responsabile che, valutata la diagnosi, i probabili risultati di altre terapie, indicate le cure palliative e confermato che la decisione è volontaria, informata, consapevole e priva di pressioni esterne, sottoporrà il caso alla Commissione, la quale, acquisito il parere favorevole di un medico e un giurista appositamente nominati per la verifica dei requisiti, autorizzerà la pratica eutanasica.

Questa potrà avvenire sia in ospedale o in centri sanitari privati autorizzati, sia nel domicilio del paziente, in entrambi i casi effettuata (eutanasia) o accompagnata (suicidio assistito) dal medico. La legge prevede: il diritto del medico all’obiezione di coscienza; il diritto del paziente di revocare o rinviare la sua decisione in qualsiasi momento; il rigetto della richiesta in qualunque fase del procedimento, con possibilità di proporre ricorso alla giurisdizione contenzioso-amministrativa. La pratica rientra nelle prestazioni basiche del SNS (Sistema Nacional de Salud).

La legge, nata per introdurre nell’ordinamento giuridico il diritto a una ‘morte dignitosa’, ha dato adito a non poche polemiche, sia della Conferenza Episcopale Spagnola, sia dei partiti contrari (PP, UPN, VOX) che la ritengono un attentato al diritto fondamentale alla vita. VOX ha presentato un ricorso d’incostituzionalità davanti al Tribunal Supremo che, pur ammettendolo, ha tuttavia rifiutato la richiesta di sospensione della legge.

Secondo l’Associazione ‘Derecho a Morir Dignamente‘, l’entrata in vigore della legge non farà aumentare in modo esponenziale le richieste, ma stima che il numero di eutanasie non supereranno le 4.200 all’anno (1% dei malati).
L’eutanasia in Spagna? Un gioco da ragazzi

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