L’Europa cerca una soluzione al rebus brevetti vaccini

L’Europa cerca una soluzione al rebus brevetti vaccini

Vaccino: licenze e know-how, le alternative dell'Ue

Tempo di lettura stimato 2 minuti

L’Europa cerca una soluzione al rebus brevetti vaccini
L’Unione europea placa l’entusiasmo verso la liberalizzazione dei brevetti per la produzione dei vaccini contro il Covid-19. Soluzione, chiesta in sede Wto da Sudafrica e India, a cui hanno aperto le porte anche gli Stati Uniti.

Per molti viene la chiave di svolta per aumentare la capacità di produzione delle dosi e farle arrivare anche ai Paesi in via di sviluppo. Per Bruxelles non è così. “Finora non abbiamo avuto nessun problema e non ci è stato fornito alcun esempio di casi dove la capacità produttiva sia stata ristretta a causa della protezione della proprietà intellettuale o che i brevetti costituiscano colli di bottiglia”. Ha precisato una fonte europea ben informata.

“E anche se dovesse emergere questo caso, abbiamo gia’ una soluzione: la licenza obbligatoria che costringe l’azienda a concedere l’uso ad altri. Si tratta di uno strumento previsto dal Wto e che è stato gia’ adoperato in piu’ occasioni”, ha spiegato. “Inoltre c’è anche la possibilità dell’obbligo, per lo stesso motivo, del trasferimento delle tecnologie”, ha evidenziato la fonte. “La rimozione dei brevetti non risolverà assolutamente il problema della capacità produttiva.

Ora vi è la necessità di produrre il maggior numero di dosi nel minor tempo possibile”, ha ribadito. Anche se dovesse andare in porto la strategia della deroga alla proprietà intellettuale, non darebbe comunque i frutti sperati.

Sicuramente non in tempo per rispondere all’emergenza. “Quando parliamo del vaccino di Pfizer, ad esempio, non parliamo di un brevetto unico ma di un insieme di brevetti per i componenti di quel vaccino.

Quelli a mRna sono coperti dagli ottanta ai cento brevetti”, ha sottolineato un’altra fonte europea. “Ognuno di questi brevetti riguarda quel preciso componente e non permette di avere il quadro generale. Per questo non può essere sufficiente liberalizzare i brevetti per produrre i vaccini.

È necessario il trasferimento delle tecnologie e delle conoscenze e ciò non può essere fatto con un atto.

E per fare ciò ci vogliono dai sei ai dodici mesi”, ha continuato. Resta dunque imprescindibile la collaborazione delle case farmaceutiche.
L’Europa cerca una soluzione al rebus brevetti vaccini

Shortlink:  https://bit.ly/33sCWRy

TAGS