Letta tiene Conte e rinuncia a Calenda e Renzi

Letta tiene Conte e rinuncia a Calenda e Renzi

Il Pd mantiene l’alleanza con il M5S e rimette in gioco l’accordo verso il ballottaggio

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Letta tiene Conte e rinuncia a Calenda e Renzi
“Conte è per noi un alleato imprescindibile, non ho alcun dubbio su questo”. Le parole del segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, non sfuggono a chi, come Carlo Calenda – ma anche Matteo Renzi – sono al lavoro dal giorno dopo il primo turno delle amministrative per portare il Pd a rompere con i Cinque Stelle e stabilirsi nel campo liberal democratico.

Il fondatore di Azione affida a Twitter il suo disappunto: “De gustibus“, scrive pochi minuti dopo l’intervento di Letta postando un articolo che ne riporta le parole. passa circa un’ora e l’ex ministro ci ripensa, decidendo di ‘ricalcolare il percorso’: “Alla fine la questione è semplice: per mancanza di coraggio socialdemocratici e popolari, in Italia, si sono piegati a sovranisti e populisti. Cercheremo un’altra strada”, sottolinea.

Nel mirino di Calenda questa volta finisce anche Silvio Berlusconi per le parole sulle violenze di Roma e la mancata condanna di Forza Nuova, con i gruppi di Forza Italia che hanno già fatto sapere di non voler votare la mozione per lo scioglimento della formazione politica guidata da Roberto Fiore: “Ho avuto un colloquio telefonico con Giorgia Meloni e Matteo Salvini”, spiega Berlusconi: “Al centro la condanna delle violenze perpetrate a Roma come a Milano, di ogni colore, a danno del sindacato e delle forze dell’ordine e la necessità di una posizione – unitaria – del centrodestra”.
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