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Letta: Dote a 18enni con tassa di successione. Ma Draghi lo stoppa

La proposta del segretario Pd suscita un vespaio di polemiche e riceve lo schiaffone del premier

Letta: Dote a 18enni con tassa di successione. Ma Draghi lo stoppa

Letta: Dote a 18enni con tassa di successione. Ma Draghi lo stoppa
La battaglia sul fisco è ufficialmente iniziata. Il disegno di legge delega arriverà in Parlamento solo a luglio, ma le manovre dei partiti sono in atto. A muovere le acque è una proposta di Enrico Letta.

Il segretario Pd propone una ‘dote’ di 10mila euro per i 18enni – la “generazione Covid” – da finanziare con una revisione in senso progressivo delle aliquote su successioni e donazioni superiori a 5 milioni di euro. Chiedendo cioè, spiega il leader dem, “all’1% più ricco del paese di pagarla”.E’ Mario Draghi in persona, però, a stoppare – o quantomeno a congelare – la proposta.

“Non ne abbiamo mai parlato, non l’abbiamo guardata, non è il momento di prendere i soldi ai cittadini ma di darli”, taglia corto il premier sollecitato dai cronisti nel corso della conferenza stampa di presentazione del decreto Sostegni bis. I dem incassano il colpo, ma non intendono arrendersi.

“La proposta del Pd è dare. Ai giovani, che non hanno avuto nulla o troppo poco – replica il vicesegretario Peppe Provenzano rivolgendosi direttamente al premier – Presidente Draghi, la tassa di successione c’è nei paesi più avanzati, la propone il Fmi. Tassare l’1% più ricco, che eredita mln di euro o li riceve in dono, non è chiedere: è restituire. Con giustizia”.

La proposta del Nazareno leader prevede di assegnare a chi oggi ha tra 13 e 17 anni un ‘tesoretto’ da 10mila euro (in base all’Isee familiare) da spendere per formazione e istruzione; lavoro e piccola imprenditoria; casa e alloggio. Nessun finanziamento in debito, però, “perché sarebbero sempre i giovani a pagare e sarebbe una presa in giro”, insiste Letta.

Prendere i soldi dalle successioni dell’1% degli italiani “che possono permetterselo”, sottolinea il leader, significa, invece, anche riequilibrare la situazione in Europa dal momento che “oggi dalle tasse di successione l’Italia incassa circa 800 milioni, contro i 6 miliardi della Gran Bretagna, i 7 miliardi della Germania e i 14 miliardi della Francia”. Insomma, ribadisce il segretario, durante la pandemia “abbiamo chiesto chiesto ai giovani un sacrificio per mettere in sicurezza la parte più fragile della nostra popolazione.

E i giovani lo hanno fatto. Ora dobbiamo ridare indietro”.In ogni caso, secondo palazzo Chigi, se ne parlerà a tempo debito. In Parlamento e tra i partiti della maggioranza. Per Draghi la linea rimane sempre la stessa: “Il principio di progressività – dice – va preservato (e qui lo stop è per la flat tax cara alla Lega, ndr) e la riforma fiscale deve contribuire alla crescita”. Il leader del Carroccio, almeno per ora, si schiera prontamente al fianco del capo del Governo. Ha “stoppato” il segretario Pd “come un grande libero, alla Baresi”, esulta. “Se c’è una cosa di cui l’Italia non ha bisogno sono nuove tasse. Letta e il Pd si rassegnino”, si affretta a cinguettare. Anche FI replica in modo definitivo all’alleato di Governo.

“Fintanto che al governo ci saranno Forza Italia e il centrodestra, Enrico Letta si scordi qualsiasi irricevibile aumento di tasse. Il segretario dem vuole mettere le mani nelle tasche degli italiani?

Lo dica ai cittadini in campagna elettorale e proponga al Paese un esecutivo di sinistra con al primo punto programmatico l’aumento della pressione fiscale”, sentenzia il capogruppo alla Camera Roberto Occhiuto.

L’unità del centrodestra si ricompone con il niet di Giorgia Meloni: “Bene Draghi sulla proposta di Letta sulla tassa di successione – mette nero su bianco sui social la leader FdI – Meno tasse e burocrazia, più libertà d’impresa: questo serve all’Italia per rialzarsi e se il Governo seguirà questa strada troverà il sostegno di FdI”. Anche Italia viva si schiera contro la proposta degli ex alleati: “La proposta di Enrico Letta è veramente fuori dal mondo – dice chiaro Davide Faraone – Questo governo è nato per far ripartire l’Italia, non per mettere le mani nelle tasche dei cittadini”.
Letta: Dote a 18enni con tassa di successione. Ma Draghi lo stoppa

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