“Le varianti preoccupano, serve unità”, l’appello di Ursula all’Europa

“Le varianti preoccupano, serve unità”, l’appello di Ursula all’Europa

Consiglio europeo a tratti agitato ieri, con posizioni distanti sui vaccini e le strategie anticrisi

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Le varianti preoccupano serve unità
Accelerare la produzione e la distribuzione dei vaccini contro il Covid-19 è la massima priorità, il meccanismo sulle esportazioni servirà a questo mentre l’Ue continuerà ad esportare e chiede agli altri di fare altrettanto. I leader europei si sono confrontati al Consiglio europeo su come rafforzare le campagne di vaccinazioni, tra scarsità di dosi, aumento di contagi, tensione con il Regno Unito e con AstraZeneca, e dispute interne.

Al vertice ha partecipato anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, in un’edizione virtuale nel riflesso del nuovo aggravarsi della situazione epidemiologica nel continente.

“È molto preoccupante, all’inizio della terza ondata con i contagi che salgono in molti Paesi a causa delle varianti”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa con il presidente del Consiglio, Charles Michel.

Sottolineando che Ue e Usa “sono d’accordo sul forte interesse a lavorare insieme per fare sì che le catene di approvvigionamento funzionino, e per prepararci alle sfide future”.

Nell’ottica di “una nuova agenda globale” tra le due potenze. La diffusione delle varianti ha spinto le infezioni a nuovi picchi in molti Paesi e, in mix con la scarsità di vaccini e lentezza delle somministrazioni, molti Paesi hanno dovuto imporre nuovi lockdown e restrizioni.

Tre mesi dopo l’inizio delle campagne vaccinali, il 4,1% dei 450 milioni di europei ha ricevuto due dosi.

La cancelliera tedesca Angela Merkel, prima del vertice, ha dichiarato che i problemi legati alle consegne hanno sottolineato la necessità che l’Ue raddoppi gli sforzi per produrre dosi nei suoi confini. “Vediamo chiaramente che gli impianti britannici producono per il Regno Unito, gli Usa non esportano, quindi dipendiamo da ciò che viene prodotto in Europa”, ha detto.

E i leader europei concordano sul puntare sul loro stesso blocco. Il vice presidente Valdis Dombrovskis in precedenza aveva detto apertamente che dalla fine di gennaio “10 milioni di dosi sono state esportate dall’Ue al Regno Unito, zero sono arrivate da Londra”.

E von der Leyen è tornata sul punto: “L’Europa è la regione che più esporta a livello mondiale e continuerà, tramite Covax; invitiamo gli altri a farlo allo stesso modo”. In ballo c’è il nuovo meccanismo di controllo delle esportazioni, con parole chiave reciprocità e proporzionalità. Legata, quest’ultima, a tassi di infezione e di vaccinazione. E la presidente ha puntato il dito contro AstraZeneca, che tra tagli di forniture, ritardi e dosi nascosti ha creato non pochi mal di testa al Bruxelles: “Le imprese devono rispettare i contratti con l’Ue prima di esportare altrove, è il problema di AstraZeneca.

Devono garantire reciprocità e proporzionalità come principio”. Con la sua celere campagna, il Regno Unito ha vaccinato oltre il 45% dei residenti con almeno una dose, nell’Ue il dato è al 14%. Sulla disputa dell’export ore prima era tornato il segretario alla Salute britannico Matt Hancock, al Financial Times: il contratto di AstraZeneca con l’Ue prevede il “massimo sforzo, noi abbiamo un accordo di esclusiva. Il nostro contratto prevale”.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha invitato, da parte sua a non restare inermi di fronte alle aziende che non onorano i contratti, sottolineando che “i cittadini europei hanno la sensazione di essere stati ingannati da alcune case farmaceutiche”. Ha anche detto di “condividere pienamente” il progetto di Certificato verde digitale, dando “pieno sostegno” al rafforzamento del meccanismo sull’export, secondo fonti Ue.

Nel frattempo, in un altro segnale di divisione, la Danimarca ha prolungato lo stop all’AstraZeneca per altre tre settimane, mentre la Svezia ha ripreso a somministrarlo agli over 65.

Vari Paesi avevano sospeso per periodi variabili il suo utilizzo, per le preoccupazioni legate ad alcuni casi di trombi.
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