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L’allarme dei pescatori italiani: tutta colpa dei petrolieri. Parla Cevoli

“Il caro gasolio e la speculazione sui prezzi sono il nostro problema. Il governo sicuramente non ha i mezzi per poter intervenire, perché chi comanda sono le lobbies dei petrolieri e quindi noi subiamo la situazione”

PORTO PESCA RETI

Giancarlo Cevoli è presidente della cooperativa Lavoratori del mare di Rimini. In questa intervista a L’Argomento racconta la situazione di tensione che si vive in Emilia-Romagna per via del caro-gasolio e i rapporti con alcune marinerie italiane.

A che punto siamo con le contestazione sul caro gasolio? 

Le nostre barche oggi sono state in mare ed hanno fatto mercato. Molte si sono anche fermate, però non so cosa succederà domani, oramai è tutto improvvisato e si vive alla giornata secondo le decisioni che via via prendono le diverse marinerie. C’è un conflitto interno tra di loro, che non so come andrà a finire.

Ci sono state ancora intimidazioni verso i pescatori che hanno mostrato la volontà di uscire in mare?

Oggi giravano solo voci di banchina su possibili intimidazioni. Sembrerebbe che domani dovrebbero arrivare dei pescatori dalle Marche e dalla Puglia, però non posso confermare né smentire queste voci. Noi abbiamo allertato chi di dovere, perché domattina con la nostra marineria dovremmo svolgere anche la nostra attività di mercato ittico e ci sono delle regole da rispettare. I pescatori sono gli stessi che fanno parte del nostro consiglio di amministrazione, per cui la situazione è davvero complicata.

Che tipo di risposte sono arrivate dalle istituzioni?

Risposte blande. Il caro gasolio e la speculazione sui prezzi sono il nostro problema. Il governo sicuramente non ha i mezzi per poter intervenire, perché chi comanda sono le lobbies dei petrolieri e quindi noi subiamo la situazione. Il gasolio che noi paghiamo e che oggi abbiamo venduto alle nostre barche ad 1,15 € non ha accise e quindi è tutto un costo dei petrolieri, delle raffinerie. Un costo che purtroppo dal 2018 ad oggi è passato da un massimo di 0,50 ad 1,15. Che cosa è successo può dircelo solo chi comanda.

Quali sono le principali richieste che avete fatto alle istituzioni?

Sul prezzo del gasolio non so quali interventi potrebbe fare il governo, ma sicuramente potrebbe intervenire come nel caso della Legge 30 che prevedeva degli sgravi fiscali, come è stato anche durante il Covid quando ci è stata data una una tantum sui rimborsi persi. Durante la pandemia abbiamo sempre lavorato per mantenere rifornite le città e le famiglie e il governo ci ha riconosciuto dei contributi. Per sostenere il comparto, in questo momento, ci vorrebbe un intervento simile, per aiutare a contenere il prezzo del gasolio.

Cosa pensa degli scontri in piazza a Roma della scorsa settimana?

Ho sempre criticato le manifestazioni violente e le minacce. Noi aderiamo a delle associazioni ed è ora che queste prendano delle posizioni serie per dare delle risposte alle marinerie, ma non ci sono state finora, sono state latenti anche loro. Gli scioperi andrebbero fatti in un certo modo, siamo contro gli scioperi intimidatori e violenti. Noi siamo per una protesta civile e pacifica, però ci aspettiamo che arrivino delle risposte, altrimenti gli animi rischiano di alterarsi ancora di più.

C’è la possibilità di un peggioramento della situazione?

Non lo so. Sembra che i pescatori del sud vogliano continuare il loro fermo, forse perché pensano che possa arrivare qualche soluzione a livello regionale, sotto forma di incentivi, ma non lo so per certo. Per noi, oggi c’è una riunione a Bologna anche con la Regione Emilia Romagna, in cui dovrebbe discutersi la possibilità di un qualche aiuto tramite risorse da trovare con scostamenti di bilancio. Il Presidente Bonaccini si era espresso in tal senso. Noi nel frattempo siamo qui ed aspettiamo. C’è una grande tensione.

@L_Argomento

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