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Internazionale

Dalla Libia all’Ucraina, passando per la Cecenia. Come “lavora” la brigata Wagner

Non solo semplice milizia privata, ma braccio armato delle policies del Cremlino. L’Unione europea lo scorso dicembre è arrivata a sanzionare il Wagner Group con l’accusa di crimini contro i diritti umani

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Secondo il Times di Londra “ci sono centinaia di mercenari russi in Ucraina cui è stato ordinato di decapitare il governo locale e uccidere il presidente Volodymyr  Zelensky”. I mercenari farebbero parte del Gruppo Wagner, una milizia privata chiamata come il musicista tedesco tanto caro ai nazisti e gestita da un fedelissimo di Vladimir Putin. A gennaio, spiega il quotidiano britannico, sono arrivati in Ucraina tra i 2mila e i 4mila mercenari russi, con diverse missioni. Alcuni, ad esempio, sono stati inviati nelle regioni ucraine separatiste di Donetsk e Luhansk.

La “kill list”

Oltre all’uccisione di Zelensky, gli uomini della milizia avrebbero ricevuto la cosiddetta “kill list” con 23 figure da eliminare, tra i quali l’intero governo, il sindaco di Kiev Vitaly Klitscho e il fratello Wladimir entrambi popolari ex campioni di boxe che hanno imbracciato le armi contro i militari russi. E pare manchi soltanto il via libera del Cremlino.

Chi sono i mercenari di Wagner

Ufficialmente il Gruppo Wagner non esiste. Non c’è una sede, una registrazione, un organigramma. La presenza di questo piccolo esercito di contractor russi è però segnalata in sempre più scenari di crisi: Siria, Libia, Repubblica Centrafricana, Mali, dove agirebbero 800 uomini di Wagner, sebbene la giunta militare al potere ne abbia negato il reclutamento. Chiamata semplicemente “Compagnia” dagli ex poliziotti ed ex militari che la compongono, Wagner è ritenuta riconducibile a Evgheni Prigozhin (su cui grava peraltro una taglia dell’Fbi), potente uomo d’affari soprannominato “lo chef di Putin” per le sue attività nel settore del catering e la sua vicinanza al presidente russo.

Le missioni in Ucraina e in Libia

L’Ucraina è stato il primo paese in cui sono comparsi mercenari russi. Prima del loro ruolo centrale nella regione del Donbass, erano già presenti in Crimea nel marzo del 2014 quando la penisola tornò sotto l’egida del Cremlino. Secondo il Centro per gli studi strategici e internazionali (CSIS), nel Donbass al culmine del conflitto tra separatisti e forze ucraine c’erano tra i 2.500 e i 5mila mercenari russi, molti dei quali appartenenti al Gruppo Wagner. Nel 2019 tra gli 800 e i 1.200 mercenari, principalmente appartenenti alla Compagnia, furono inviati in Libia, non per appoggiare il governo riconosciuto dalla comunità internazionale ma piuttosto il generale Khalifa Haftar. Fra gli obiettivi del Cremlino, anche la difesa degli interessi russi nel paese perché, come affermato dall’analista Peter Kaznacheev al Moscow Times “qualsiasi cosa abbia a che fare con il Nord Africa ed il Medio oriente è strategico”.

Le sanzioni dell’Europa

L’eco dei crimini compiuti dalla Compagnia si è fatta negli anni sempre più forte, tanto che l’Unione europea lo scorso dicembre è arrivata a sanzionare il Wagner Group con l’accusa di crimini contro i diritti umani perpetrati per anni in Ucraina, Siria, Libia e altri paesi. L’accusa è quella di “innescare violenze, depredare risorse naturali”, nonché di essere fautrice di “intimidazioni nei confronti dei civili”.

I ceceni in campo

Mentre la situazione in Ucraina si fa ogni ora che passa più drammatica, già da qualche giorno si paventa l’ingresso nel conflitto di un corposo contingente di guerriglieri ceceni, guidati dal leader filorusso Ramzan Kadyrov. Il 45enne, a Grozny, davanti a una folla di uniformi mimetiche e nere, ha annunciato la missione in Ucraina e ha invitato il presidente Zelensky a chiedere perdono a Putin per averlo offeso.

@L_Argomento

 

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