La trappola del traffico di influenze colpisce ancora

La trappola del traffico di influenze colpisce ancora

Il reato meno definito del nostro ordinamento giudiziario coinvolge il padre di Matteo Renzi

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La trappola del traffico di influenze colpisce ancora
Mancano sette giorni alle elezioni e tutta una serie di meccanismi a orologeria vengono puntualmente calibrati. Le inchieste mietono le loro vittime. Sulla politica s’abbatte una nota scure.

Nell’ambito dell’inchiesta Consip di Roma arriva così il rinvio a giudizio per il padre di Matteo Renzi, Tiziano: dovrà rispondere di traffico di influenze e la decisione è stata presa dal gup che ne ha deciso il proscioglimento da altri tre capi d’accusa.

Con Renzi senior andranno a processo, il prossimo 16 novembre, anche l’imprenditore Alfredo Romeo, l’ex parlamentare Italo Bocchino, Carlo Russo e Stefano Massimo Pandimiglio. Nell’ambito dello stesso procedimento, Tiziano Renzi è stato prosciolto dall’accusa di turbativa d’asta e da un’altra accusa di traffico di influenze. Anche per questo, il difensore, Federico Bagattini commenta con “grande soddisfazione le 3 assoluzioni su 4 capi di imputazione” e aggiunge: “Dopo Genova e Cuneo ora anche Roma.

Per l’ein plain aspettiamo con fiducia il dibattimento”. Nell’udienza di oggi, il gup ha condannato l’ex senatore Denis Verdini a un anno di carcere (con pena sospesa) per turbativa d’asta, e lo ha assolto dall’accusa di concussione. Un’altra tranche del procedimento, legata alla presunta fuga di notizie nel corso dell’indagine, ha portato alla condanna dell’ex generale dell’Arma Tullio del Sette (10 mesi, con pena sospesa, per rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento).

Nello stesso filone, sono sotto processo l’ex ministro Luca Lotti, il generale dell’Arma Emanuele Saltalamacchia, per favoreggiamento e rivelazione del segreto d’ufficio, Carlo Russo, per millantato credito, e l’ex consigliere di Palazzo Chigi Filippo Vannoni per favoreggiamento.

L’inchiesta risale a cinque anni fa e l’iscrizione di Lotti al 21 dicembre del 2016, il giorno dopo l’audizione, davanti ai pm di Napoli titolari del fascicolo, dell’ex ad Consip Luigi Marroni, che aveva ammesso di aver saputo dall’allora ministro, dell’indagine in corso sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione. Il fascicolo passò subito a Roma per competenza e il 27 dicembre Lotti si presentò a Piazzale Clodio per essere sentito dagli inquirenti.
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