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La rivolta dei ristoratori non si placa: caos a Roma

Manifestazione divisa in due tronconi, i ristoratori provano a isolare CasaPound, che mena subito le mani

La rivolta dei ristoratori non si placa: caos a Roma
Roma è tornata a blindarsi per la manifestazione non autorizzata di IoApro, che ha chiamato a raccolta 400 (secondo le stime della Questura) tra ristoratori, commercianti, artigiani, lavoratori del turismo e dello sport. Un gruppo pacifico che si era dato appuntamento prima a piazza del Pantheon per poi cambiare, all’ultimo minuto, programma per piazza San Silvestro. L’obiettivo era una marcia verso Montecitorio per chiedere a gran voce le riaperture degli esercizi commerciali “senza limitazioni”.

Come la scorsa settimana, tuttavia, una cinquantina di militanti di Casa Pound, capeggiati dal consigliere municipale Luca Marsella, si è unito al gruppo, facendo salire alle stelle la tensione. L’innesto non è stato ben accolto dai ristoratori che hanno gridato “non siete lavoratori, cosa volete?”.

“Siamo parte integrante della protesta e la nostra presenza è voluta dai ristoratori – replica Marsella -. Basta strumentalizzazioni, tra le nostre fila ci sono lavoratori, imprenditori, padri e madri colpiti dalla crisi ed anche ristoratori che hanno tutto il diritto di stare in piazza”. Dopo poco più di mezz’ora, con l’intera piazza senza vie d’uscita inizia il lancio di fumogeni, petardi, bombe carta e bottiglie di vetro contro le forze dell’ordine schierate sul lato di via del Tritone.

Una carica di alleggerimento riesce a sedare gli animi, con il consigliere Marsella che chiede agli agenti di scortare i manifestanti fino a Montecitorio. Un muro contro muro, con diverse persone che, senza mascherina, invocano la libertà costituzionale di non usarla e nello stesso tempo accusano lo Stato di voler procedere a una vaccinazione di massa come “i nazisti che usavano il popolo come cavie”.

Secondo momento di tensione intorno alle 17, con un nuovo lancio di fumogeni e bottiglie di vetro, che feriscono un manifestante alla testa. E’ qui che il sit-in si scompone per le vie rimaste libere della città, nel tentativo di raggiungere comunque Montecitorio. Sono per lo più commercianti che in modo ‘pacifico’ si allontanano dagli estremisti e tentano di arrivare a piazza del Parlamento. Il corteo viene fermato a via dei Prefetti, tra le grida di chi chiede ‘lavoro e libertà’ e chi intona l’Inno di Mameli.

Ma senza tensioni. Dalla parte opposta sono diversi, invece, i disordini. Uno al Muro Torto, con oltre cinquanta manifestanti che bloccano la circolazione all’altezza di piazzale Flaminio, dove si rende necessaria un’altra carica della polizia per rimuovere il blocco e disperdere le persone.

Da piazza del Parlamento intanto diverse persone si dirigono a piazza del Popolo dove le forze dell’ordine chiudono come in un recinto un gruppo di manifestanti sulla scalinata della chiesa degli Artisti. Spintoni, insulti e provocazioni, tutte indirizzate agli agenti di polizia e guardia di finanza fanno alzare la tensione quando una ragazza tenta di sfondare il cordone, trovandosi gli agenti a fare muro. In tre sono stati poi fatti salire su uno dei pullman della polizia, per poi ristabilire la calma. Il bilancio alla fine conta sei persone fermate e 120 indentificate. Tante le voci ‘pacifiche’ di lavoratori.

“Noi dobbiamo riaprire per i nostri figli”, grida una ristoratrice arrivata dalla Sicilia, mentre alcuni chef, che consegnano ai passanti dei cioccolatini, scandiscono: “Noi siamo venuti qua non per fare casino, ma per aprire un dialogo, vogliamo affrontare quanto sta accadendo con la dolcezza”.

“Vogliamo un incontro con Mario Draghi o con il ministro Giorgetti – insistono – Il governo Draghi ci deve ascoltare perché siamo capaci di portare avanti l’Italia anche senza di loro”.

Oltre a numerose bandiere tricolori, tanti i cartelli esposti: i manifesti funebri che annunciano la morte di Palestre e Piscine, “Dalla padella di Conte alla brace di Draghi” e “Siamo tutti un autogrill”.
La rivolta dei ristoratori non si placa: caos a Roma

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