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Economia

La ritorsione: Polonia e Bulgaria senza gas. A chi tocca dopo?

Le prime vittime del dossier energetico dopo l’invasione russa dell’Ucraina: subito Berlino si allinea al resto dell’occidente (dopo i dubbi iniziali) ma è zoppicante

GAZPROM AZIENDA ENERGETICA RUSSA

Le prime vittime della guerra del gas sono Polonia e Bugaria, “tagliate” fuori dalla rotta di Gazprom. Così Mosca intende fare leva sul vero elemento di questa partita tutta geopolitica, mentre al contempo da Berlino arriva un allineamento (tardivo?) alle posizioni euroatlantiche dopo i tentennamenti iniziali. E’ chiaro a tutti che sostituire il gas russo non è semplice né economico, ma non ci sono al momento alternative.

Si chiude

Per non aver rispettato la clausola putiniana che impone pagamenti in rubli, Gazprom ha sospeso le forniture a Bulgaria e Polonia, ovvero a Bulgargaz e Pgnig. La Bulgaria può contare sull’interconnettore con il Tap in Grecia, i cui lavori termineranno entro l’estate.

La Polonia invece no, ma al momento può fare affidamento sulle scorte: ha le “riserve di gas e le fonti di approvvigionamento necessarie per proteggere la nostra sicurezza” ha detto il primo ministro Mateusz Morawiecki secondo cui gli impianti di stoccaggio sono pieni per il 76%.

Varsavia è stato il primo paese a schierarsi contro la Russia dall’inizio del conflitto, nonché il punto di arrivo delle consegne di armi occidentali. Non va dimenticato che tra Varsavia e Mosca non corre buon sangue: in occasione della morte del Presidente polacco nell’aprile 2010 in uno schianto aereo si moltiplicarono le accuse. Lech Kaczynski era a bordo di un velivolo che secondo i polacchi fu vittima di un attentato e non di un incidente.

Qui Germania

In Germania, pur registrando una virata verso le posizioni del resto dell’occidente circa l’invio di carri armati in Ucraina, resta vivo il dibattito sul prezzo della guerra: ovvero la carenza di gas naturale, secondo alcuni analisti, metterà in pericolo l’industria siderurgica verde visto che all’interno del processo di transizione all’idrogeno, all’industria occorre il gas naturale, che proviene sempre dalla Russia.

La replica è del ministro dell’Economia Robert Habeck (Verdi) secondo cui la Germania potrebbe ottenere l’indipendenza dalle forniture di petrolio dalla Russia entro pochi giorni, annunciando una stretta collaborazione con la Polonia nel campo dell’energia. Intanto le richieste di Mosca non cambiano: Putin ha risposto che non ci sarà il cessate il fuoco finché Crimea e Donbass non torneranno nelle sue disponibilità. Di volontà diplomatica non se ne vede poi molta.

@L_Argomento

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