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La ricerca italiana sale in Carrozza

Nominata la prima donna a capo del Centro Nazionale Ricerche

La ricerca italiana sale in Carrozza
La prima presidente donna del Cnr, Maria Chiara Carrozza, fresca di nomina, non è nuova a primati e riconoscimenti.

E lo deve a una vita di impegno che l’hanno vista diventare nel tempo la più giovane rettrice d’Italia – presso la Scuola Superiore Sant’Anna, dove studia e lavora da sempre – e ministro dell’Istruzione del governo Letta.

Nata a Pisa, 56 anni, Carrozza si laurea e consegue un master in fisica nell’ateneo della sua città. La neuro-ingegneria sarà il suo campo d’azione, diventando una dei massimi esponenti del settore.

Le sue protesi neuro-robotiche di mano o di gamba per restituire agli amputati il senso del tatto, la capacità di manipolare con destrezza, di camminare e di sostenere pesi e i suoi esoscheletri per la riabilitazione di persone colpite da ictus o da patologie neuromuscolari ottengono una risonanza internazionale.

Il Ministro Renato Brunetta, Forza Italia, si è complimentato tra i primi, seguito da buona parte dei ministri.
Auguri di buon lavoro anche da parte di Italia Viva a Maria Chiara Carrozza: “È particolarmente significativo che questa nomina avvenga in un momento di rilancio e rinnovamento del Paese tutto.

Una fase storica nella quale la ricerca ha un ruolo cruciale. Maria Chiara Carrozza è stata la rettrice più giovane d’Italia e si è sempre contraddistinta per l’attenzione alla formazione accademica e alla ricerca come volano di sviluppo sociale ed economico.

Stimata in Italia e all’estero, la sua nomina è un bel momento per l’affermazione femminile nel campo scientifico”, ha dichiarato la senatrice Laura Garavini, vicepresidente della commissione Esteri.
E un’altra donna si unisce ai complimenti: è Rossella Muroni, capogruppo di Facciamo Eco – Federazione dei Verdi.

“Buon lavoro a Maria Chiara Carrozza, nominata oggi dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, nuova presidente del Cnr. La Carrozza diventa così la prima presidente donna nella storia del principale ente di ricerca italiano.

Una nomina per cui dobbiamo ringraziare un’altra donna, la ministra, e che arriva in momento molto delicato per il Paese, quando l’importanza delle ricerca è sotto gli occhi di tutti.

Dalla salute all’economia, infatti, la pandemia ha mostrato in modo molto chiaro quanto sia strategica e necessaria le ricerca, in particolare quella pubblica”.
La ricerca italiana sale in Carrozza

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