La Lega vuole ancora Draghi a Chigi (per ora?). Pressing su Mattarella

La Lega vuole ancora Draghi a Chigi (per ora?). Pressing su Mattarella

Negli ultimi giorni si erano rincorse molte voci di una possibile volontà leghista di sfilarsi dall'esecutivo a cui, da queste colonne, aveva replicato ieri il numero 2 di ItaliaViva, Ettore Rosato

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“Conto che il prossimo Presidente del Consiglio sia Draghi, che si continui a lavorare con lui”. Le parole del segretario della Lega, Matteo Salvini, dovevano essere pronunciate oggi dopo che si erano rincorse molte voci di una possibile volontà leghista di sfilarsi dall’esecutivo (a cui, da queste colonne, aveva replicato ieri il numero 2 di ItaliaViva, Ettore Rosato). Di fatto è stato messo un punto fisso dall’ex ministro dell’interno in un momento di grandissima confusione, mentre tornano prepotentemente in auge coloro che andrebbero da Sergio Mattarella a chiedergli di allungare il proprio mandato almeno di un anno.

Salvini ha detto che entro le prossime due settimane ci sarà il nome per il Colle, anche se in verità il centrodestra ne ha già fatti diversi: Silvio Berlusconi ha candidato se stesso, salvo scoprire che i grillini sono iper frammentati e non si sa cosa faranno mentre in FdI e Lega non mancherebbero i franchi tiratori, in stile 101 di Prodi; a Giorgia Meloni non dispiacerebbe “il patriota” Mario Draghi, così da andare finalmente alle urne e mettere a frutto il consenso di FdI quadruplicato; ai liberali piace da tempo l’ex Presidente del Senato, Marcello Pera e ai centristi Casini e Casellati.

Secondo Salvini “la Lega non ha nessuna exit strategy dal governo, all’opposto: sarà un anno difficile e serve che la politica ci metta la testa e la faccia. La Lega c’è a prescindere da chi è a Chigi, da chi sarà il premier. L’idea è che si continui con Draghi ma l’importante è andare avanti”. Una presa di posizione, quella andata in scena a oggi a Montecitorio, che però deve confrontarsi con alleanze e strategie parallele: il rapporto con Luigi Di Maio non si è mai interrotto, così come quello con Matteo Renzi. La posta in palio per i segretari è molto alta, visto che sono molti quelli che non controllano davvero le proprie truppe. In Forza Italia più di qualcuno si prepara alla fase 3, ovvero l’antisovranismo sistemico in chiave moderata. Si prenda Enrico Letta: non ha fatto le liste degli attuali parlamentari piddì, prova sempre a ricomprendere M5s e sinistra nel campo largo, ma è altresì consapevole di lasciare ago e filo ai centristi che con la possibile nuova Federazione di Centro si stanno facendo un polo interessante. E nelle prossime ore potrebbe materializzarsi l’extrema ratio: un deja-vu che toglierebbe tutti dagli impacci.

@L_Argomento