La fronda contro Conte cresce nel M5S

La fronda contro Conte cresce nel M5S

Il Movimento ancora in crisi invoca Grillo che potrebbe comparire nella Capitale nei prossimi giorni

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La fronda contro Conte cresce nel M5S
Il nodo ballottaggio a Roma; il rischio di nuovi addii tra Camera e Senato e lo spettro delle correnti interne; il fantasma di Beppe Grillo che aleggia su Roma.

Sono ore calde per il Movimento 5 Stelle e per il leader Giuseppe Conte, che ieri sera a ‘Di Martedì’ ha espresso la sua intenzione di voto a sostegno del candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri in vista del secondo turno alle amministrative nella Capitale.

Nel partito però finisce sotto accusa la linea dei vertici, troppo ‘filo-dem’ secondo i malpancisti. “L’appiattimento sul Pd? Non sono timori, mi sembra sia una cosa abbastanza palese”, attacca l’ex ministra della Salute Giulia Grillo. Per la deputata catanese “ci vuole più iniziativa politica, come ha fatto Beppe Grillo proponendo i tamponi gratuiti per i lavoratori non vaccinati.

Mostrare un’idea un po’ diversa da quelle degli altri non mi sembra una cosa fuori dal mondo, anzi”. Grillo denuncia una “latitanza politica” e boccia i risultati ottenuti dal M5S alle ultime elezioni locali: “Checché se ne dica, non sono incoraggianti”, l’analisi dell’ex ministra. Una replica (indiretta) alle parole dell’ex premier che all’indomani delle elezioni ha parlato di “segnali molto incoraggianti”.

Le parole in chiaro dell’ex titolare della Salute si sommano alle chat interne e ai conciliaboli (più o meno) segreti di questi giorni, dove trovano sfogo le preoccupazioni di chi denuncia un ruolo troppo ancillare del Movimento nei confronti del Partito democratico di Enrico Letta: “Rischiamo di fare la fine di Sel”, l’allarme lanciato da un deputato alla seconda legislatura.

“Conte – riflette un ex sottosegretario – è molto popolare presso l’elettorato di centrosinistra, ma di fronte a un M5S sbiadito gli elettori dem sceglieranno sempre il Pd. Le piazze si riempiono, ma le urne restano vuote…”. Ieri, tra l’altro, Conte ha dovuto sedare una piccola rivolta che stava scoppiando in seno al gruppo alla Camera.

Ad alcuni deputati campani non è andato giù il colloquio “sincero e costruttivo” avviato dal senatore Agostino Santillo con il sindaco di Caserta Carlo Marino in vista del ballottaggio. “In accordo col presidente Conte vogliamo chiarire che l’incontro del senatore Santillo con Marino non è un apparentamento (alleanza) con il sindaco uscente, bensì è stata una semplice interlocuzione basata su temi cari al Movimento”, rimarcano in una nota congiunta i deputati casertani Marianna Iorio, Margherita del Sesto, Antonio del Monaco e Nicola Grimaldi.

Parlamentari che, stando ad alcuni rumors non confermati dai diretti interessati, avrebbero minacciato addirittura l’addio.
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