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La Francia corre e diventa Startup Nation

Davanti a tanto dinamismo viene da chiedersi: e l’Italia? Non pervenuta

La Francia corre e diventa Startup Nation

La Francia corre e diventa Startup Nation
Il presidente Emmanuel Macron ha un obiettivo e un piano strategico per realizzarlo: fare della Francia una “Startup Nation”. Che quello dei cugini francesi non sia solo un annuncio lo dicono i numeri: 10 miliardi di capitali governativi in startup, investimenti nel quantum computing e nelle università di Parigi, Toulouse, Grenoble e Nizza, un numero considerevole di “unicorns”, con l’obiettivo di crearne altri 25 nei prossimi tre anni. Ma soprattutto c’è lui, il presidente che ci mette la faccia: mercoledì a Parigi ha inaugurato VivaTech,  la fiera globale dove le startup mostrano le loro innovazioni a investitori e clienti potenziali. E non si è trattato di un istituzionale “taglio del nastro”: Macron ha riunito all’Eliseo 150 protagonisti del mondo hi-tech ai quali ha dedicato due ore e mezza per presentare l’ecosistema francese e europeo. “Io credo tantissimo nell’innovazione attraverso le startup – ha detto rivolgendosi alla platea – e sono qui accanto a voi perché qualsiasi cosa avete da chiedere siamo a vostra disposizione. Vogliamo diventare bravi come i cinesi e gli americani”.

Davanti a tanto dinamismo viene da chiedersi: e l’Italia? Non pervenuta. Anche in questo caso parlano i numeri: meno di un miliardo di investimenti in startup, un rapporto di neanche 1 a 10 rispetto alla Francia. Due visioni opposte: la Francia investe sul futuro, noi continuiamo a mettere soldi sul passato.

E’ questo il senso dell’appello rivolto al presidente del Consiglio Mario Draghi da Angelo Coletta, presidente di InnovUp – Italian Innovation & Startup Ecosystem – e Founder di Zakeke, e da Marco Landi, Presidente di Institut EuropIA ed ex Chief Operating Officer di Apple. “In Italia abbiamo i talenti, capacità di innovazione, volontà di riuscire, ma l’ecosistema non è capace di creare una spirale virtuosa”. “Caro Presidente, perché permettere tutto questo?”, scrivono Landi e Coletta nell’appello. “Perché non cercare anche da noi, sotto la sua leadership e visione, di innescare una dinamica che cambi l’ecosistema e dia ai nostri giovani la possibilità di rimanere in Italia e qui da noi avere quella riuscita che altrove sono capaci di avere?”.

Poi la proposta diretta al presidente Draghi: “Creiamo in Italia un evento del livello di VivaTech”, diamo l’opportunità ai giovani con visione di mostrare le loro idee, di trovare i finanziamenti necessari, apriamo la ricerca nelle università con ricadute nella creazione di spin-off. “Abbiamo le capacità per farlo, abbiamo a disposizione i capitali, posizioniamo l’Italia come “la Startup Nation”. Facciamolo ora!”.

“La Francia ha messo un peso politico e una attenzione sul mondo delle startup molto diversi rispetto a quanto avviene in Italia, dove qualcosa è stato fatto nella giusta direzione, ma siamo lontanissimi da un ecosistema che funzioni”, spiega Angelo Coletta a Italian Tech. “Macron ha capito, ha visione, ha creato un ecosistema dieci volte più potente di quello che abbiamo in Italia e, soprattutto, ci crede, si pone come un condottiero che guida la battaglia”.

Il presidente Emmanuel Macron ha un obiettivo e un piano strategico per realizzarlo: fare della Francia una “Startup Nation”. Che quello dei cugini francesi non sia solo un annuncio lo dicono i numeri: 10 miliardi di capitali governativi in startup, investimenti nel quantum computing e nelle università di Parigi, Toulouse, Grenoble e Nizza, un numero considerevole di “unicorns”, con l’obiettivo di crearne altri 25 nei prossimi tre anni. Ma soprattutto c’è lui, il presidente che ci mette la faccia: mercoledì a Parigi ha inaugurato VivaTech,  la fiera globale dove le startup mostrano le loro innovazioni a investitori e clienti potenziali. E non si è trattato di un istituzionale “taglio del nastro”: Macron ha riunito all’Eliseo 150 protagonisti del mondo hi-tech ai quali ha dedicato due ore e mezza per presentare l’ecosistema francese e europeo. “Io credo tantissimo nell’innovazione attraverso le startup – ha detto rivolgendosi alla platea – e sono qui accanto a voi perché qualsiasi cosa avete da chiedere siamo a vostra disposizione. Vogliamo diventare bravi come i cinesi e gli americani”.

Davanti a tanto dinamismo viene da chiedersi: e l’Italia? Non pervenuta. Anche in questo caso parlano i numeri: meno di un miliardo di investimenti in startup, un rapporto di neanche 1 a 10 rispetto alla Francia. Due visioni opposte: la Francia investe sul futuro, noi continuiamo a mettere soldi sul passato.

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