La crisi dei sottomarini mina l’Europa intera

La crisi dei sottomarini mina l’Europa intera

“Non voglio una guerra fredda con la Cina”, dice Biden. Ma non si accorge che rischia con l’Ue.

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La crisi dei sottomarini mina l’Europa intera
Per essere sottomarini da guerra, il loro lavoro lo hanno fatto. L’amicizia tra Stati Uniti ed Europa è minata dal profondo come non accadeva da anni. “Uno dei nostri Stati membri è stato trattato in modo inaccettabile, vogliamo sapere cosa è successo e perché prima di continuare con il business as usual”: la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è la prima dirigente europea a scendere in campo duramente a favore di Parigi nella crisi dei sottomarini con gli Usa. Una crisi la cui ombra si allunga sul Palazzo di Vetro in apertura dell’assemblea generale dell’Onu, rischiando di mettere nuovamente in discussione l’affidabilità degli Usa verso i suoi alleati Nato europei dopo il caotico ritiro americano da Kabul.

Tensioni tra due Occidenti che Joe Biden cercherà di dissipare non senza difficoltà domani nel suo primo intervento da presidente alle Nazioni Unite, mentre un alto dirigente dell’amministrazione lancia segnali distensivi: “Non vede l’ora di parlare col presidente Emmanuel Macron e di condividere il suo desiderio di lavorare strettamente con la Francia nella zona indo-pacifica e sulla scena internazionale”.

Ma intanto i ministri degli Esteri dei Paesi Ue discutono alla vigilia dell’assemblea le conseguenze del patto di sicurezza Aukus siglato senza preavviso da Usa, Gran Bretagna e Australia in chiave anti cinese, che ha portato alla cancellazione del maxi contratto per i sottomarini diesel francesi a Canberra a favore di quelli nucleari americani.

Una mossa che Parigi ha paragonato ad una “pugnalata alla schiena” in stile Trump, richiamando per consultazioni i suoi ambasciatori da Usa e Australia e annullando il vertice tra il suo ministro della Difesa e quello britannico. L’ira francese rischia di avere ripercussioni anche sui negoziati conclusivi per l’accordo di libero scambio tra Ue e Australia, come ha avvisato il segretario di stato agli Affari europei Clement Beaune: “Non vedo come possiamo avere fiducia in Canberra”.

A presiedere la riunione dei capi delle diplomazie europee l’alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la sicurezza Josep Borrell, che ha detto di comprendere la “delusione” di Parigi. Ma non c’è solo il risvolto economico dei sottomarini, c’è anche quello politico di una nuova alleanza di sicurezza in Asia di cui erano stati tenuti all’oscuro tutti e che riflette un mutamento di interessi strategici americani, dall’Europa all’Indo-Pacifico per contrastare Pechino.

Come conferma anche l’imminente vertice alla Casa Bianca tra i leader del Quad (Usa, India, Giappone e Australia), anche se Biden dirà all’Onu che non vuole “una nuova guerra fredda” con il Dragone, assicura la Casa Bianca.

Toccherà a Biden cercare di riconquistare la fiducia degli alleati nell’arena internazionale dell’Onu, mentre è incalzato da una serie di crescenti problemi interni: la crisi migratoria al confine col Messico, un’agenda socio-economica in stallo al Congresso dove peraltro non potrà inserire la regolarizzazione dei Dreamer, il rischio di default dopo che i repubblicani hanno annunciato che non voteranno l’aumento del tetto del debito, l’impennata della pandemia e la frenata sulla terza dose di vaccino.

Una prima mano tesa è l’annunciata riapertura delle frontiere ai viaggiatori internazionali vaccinati a partire da novembre. Un segnale subito accolto positivamente dalla Ue e da varie capitali europee come “great news” per gli investimenti e l’export europeo, nonche’ per le relazioni transatlantiche.

Ma cruciale sarà la telefonata chiarificatrice attesa a ore con Macron: non è detto che basterà a calmare le acque.
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