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La corruzione come la pandemia: una minaccia globale

Cartabia si scaglia contro i ladri del futuro e chiede una mano alle Nazioni Unite

La corruzione come la pandemia: una minaccia globale

La corruzione come la pandemia: una minaccia globale
Il 2 giugno, mentre in Italia si festeggiava la Repubblica, dall’altra parte, lontano dalla Capitale, la ministra della Giustizia Marta Cartabia, è intervenuta alle Nazioni Unite nella sessione sulla lotta alla corruzione. ”La pandemia di Covid-19 ha fatto precipitare la comunità internazionale nella peggiore crisi globale dalla Seconda Guerra mondiale.

Anche la corruzione – ha detto la ministra- è una minaccia globale, che mette alla prova le nostre società e le nostre economie. Ostacola la crescita economica sostenibile, distorce la concorrenza sul mercato, mina lo stato di diritto e la fiducia tra cittadini e governi. Inoltre, costituisce un grave ostacolo allo sviluppo della prosperità e della sicurezza per i nostri paesi e le nostre comunità.

Ecco perché la lotta alla corruzione riveste un ruolo cruciale. La pandemia ha messo in luce la necessità di un multilateralismo efficiente e di un’efficace cooperazione internazionale al fine di rafforzare i nostri sistemi giuridici nazionali”.

Cartabia ha messo l’accento sul fatto che ”l’Italia sta promuovendo il proprio ordinamento giuridico per prevenire meglio la corruzione, incrementare la trasparenza nel settore pubblico e soprattutto negli appalti pubblici; per la responsabilità di persone e enti, per garantire un’adeguata protezione agli informatori e ai media investigativi”.

”I corrotti e i loro corruttori sono ”ladri del futuro” delle generazioni a venire. Ma, allo stesso tempo, nella sempre crescente determinazione dei giovani a contrastare ogni forma di corruzione, ripeteremo, con il giudice Paolo Borsellino – brutalmente assassinato nel 1992 da mafiosi – che un forte alleato nella lotta alla corruzione è ”la bellezza del fresco profumo della libertà”. Questa visione e questa speranza ora continuano a vivere, attraverso il nostro sforzo di costruire istituzioni pubbliche saldamente radicate nella cultura dello stato di diritto che deve essere imprescindibile dalla salvaguardia della democrazia e dalla tutela dei diritti umani.

È proprio questa visione che ha spinto il legislatore italiano ad adottare una normativa avanzata e un codice antimafia innovativo per introdurre nel nostro ordinamento il modello di riutilizzo sociale dei beni confiscati. L’obiettivo è restituire alla società ciò che la criminalità organizzata le aveva sottratto attraverso attività illecite”.

Per la ministra della Giustizia la ”Sessione Speciale di oggi dell’Assemblea Generale costituisce un’eccellente opportunità per rinnovare il nostro impegno personale e collettivo per frenare la corruzione e costruire la fiducia per la generazione futura.

Si tratta, infatti, di un impegno personale, poiché ogni essere umano affronta l’urgenza di una decisione: la decisione di non rimanere complice di una ”cultura” della corruzione.

Allo stesso tempo, è anche una questione di impegno collettivo, poiché le istituzioni devono essere le prime ad impegnarsi nel promuovere scelte coerenti, rafforzare lo stato di diritto e diffondere una vera e propria cultura della legalità nella società civile. Su questo cammino comune, nessuno di noi può adagiarsi!”.
La corruzione come la pandemia: una minaccia globale

Shortlink: https://bit.ly/3cgAN0l

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