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Politica

La band che si ispira alle Br e un paese sordo ai nuovi terrorismi

Cosa sarebbe accaduto se su quel palco si fosse esibito un gruppo musicale di estrema destra? Nella musica disagi e violenze che la politica ignora

PIAZZA ALDO MORO MONUMENTO INTITOLATO ALLO STATISTA ALDO MORO BUSTO CORONA FIORI

Non è bello scoprire, proprio nei giorni in cui centinaia di persone muoiono a causa della guerra, che in Italia c’è una band musicale definitasi P38, che rievoca le Brigate Rosse con chiari riferimenti nei brani e negli allestimenti dei concerti. Per questa ragione sono stati attivati una serie di accertamenti da parte della Digos di Reggio Emilia, dove ora è indagato il presidente del circolo Arci che ha ospitato il concerto. C’è anche un esposto in Procura a Pescara per apologia di reato e da parte della figlia di Aldo Moro. Il tutto nei giorni in cui è stato ricordato l’attentato del 3 maggio 1979 alla sede romana della Dc in piazza Nicosia, dove morirono due agenti di polizia.

Cosa sarebbe accaduto se su quel palco si fosse esibita una band di estrema destra? In Italia il reato di apologia del fascismo è stato introdotto per la prima volta con legge 20 giugno 1952, n. 645: la cosiddetta “legge Scelba” che intendeva punire la riorganizzazione del “disciolto partito fascista”. La norma sanziona ogni tipo di esaltazione di principi, metodi e fatti del fascismo, quindi anche eventuali canzoni. Evidentemente la norma andrebbe in qualche modo allargata ad altre forme, per così dire, come quelle circoscritte al nome e ai contenuti della band P38.

Accanto a ciò riecheggiano le parole vergate da Massimo Fini lo scorso 25 aprile, a proposito di chi ha invaso l’Italia, tra tedeschi e alleati, suscitando non poche polemiche: “La Resistenza dal punto di vista militare fu un fatto marginale all’interno di quella tragica epopea che è stata la Seconda guerra mondiale. Fu il riscatto morale di poche decine di migliaia di uomini e donne coraggiosi, non del popolo italiano. Ma con la retorica della Resistenza noi italiani abbiamo fatto finta di aver vinto una guerra che invece avevamo perso e nel modo più inglorioso. E come ogni retorica non è stata innocente e ha partorito guai seri per il nostro Paese, a cominciare, solo per fare un esempio, dalle Brigate Rosse che, nei suoi esponenti più seri e motivati, alla Resistenza si richiamavano”.

Più in generale si assiste nel paese ad un rigurgito di terrore e violenza (stemperato solo in parte dal voto di protesta incanalato verso il M5s) dettato da quindici anni di post globalizzazione e di crisi sociale, prima che ideologica. Una contingenza a cui politica e istituzioni non hanno fatto fronte.

@L_Argomento

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