Keynes: 75 anni fa moriva l’economista

Keynes: 75 anni fa moriva l’economista

Iscritto al partito liberale inglese, si batté per l’intervento pubblico in economia, mai da marxista

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Keynes: 75 anni fa moriva l’economista
75 anni fa moriva John Maynard Keynes. Un economista che meriterebbe forse un approfondimento maggiore dai media italiani, a partire dal servizio pubblico che invece ha ignorato la ricorrenza.

Membro del partito liberale inglese, investitore e collezionista d’arte, Keynes sposò con convinzione l’intervento pubblico in economia senza per questo mai aderire al marxismo, “chiedendosi anzi come una dottrina così logica vuota avesse potuto esercitare un’influenza così lunga e durevole sulla mente degli uomini”.

Morto un anno dopo la fine del secondo conflitto mondiale a 62 anni, il 21 aprile del 1946 a Tilton, nel Sussex, a sud di Londra, Keynes ha continuato a influenzare a lungo le politiche del secondo dopoguerra durante quello che è stato chiamato ‘trentennio glorioso’, un’epoca di forte crescita economica per tutto l’occidente.

I sostenitori hanno evidenziato come gli aumenti di spesa pubblica di questo periodo siano serviti a garantire sanità, trasporti, welfare ai cittadini europei, oltre a garantire benessere, pace sociale e democrazia in un continente stremato da due conflitti mondiali. I detrattori sostengono invece che dietro quella crescita economica si stesse progressivamente annidando il fantasma del debito pubblico.

A 75 anni dalla morte, la crisi economica prodotta dal covid sta ponendo quelle stesse domande e quei stessi dubbi.

Il nuovo piano Biden prevede oltre 2.000 miliardi di dollari di investimenti in lavoro e infrastrutture, mentre il piano europeo Next Generation Eu stanzia 750 miliardi per rilanciare sostenibilità sociale e ambientale. Sullo sfondo la sfida più difficile da sempre, quella di riuscire a bilanciare una politica fiscale espansiva con la sostenibilità dei debiti pubblici.
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